Archive for the ‘Ahi, Serva Italia’ Category

Ecatombe leghista

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Ecatombe leghista. Il popolo siciliano è di migranti. In questi anni di austerità tutti noi abbiamo finto di non vedere la dignità con cui gli abitanti di un’isola dannata hanno deciso, senza profferire parola, di accogliere migliaia di persone sulla propria terra. Non penso né ai politici siciliani né a chi ignora i barconi: penso alla carne delle donne e degli uomini che abbracciano i vivi e raccolgono i morti, perché sanno riconoscere il proprio sangue. Ma di fronte agli insulti alle vittime di una tragedia, non basta il Nobel a Lampedusa. I razzisti devono andare in galera.

Ecatombe leghista

->Università in acqua<-


Le prede sono colpevoli

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Le prede sono colpevoli. Da Telecom ad Alitalia, il capitalismo privato in Italia ha tradito completamente la sua missione: negli anni ‘90 la politica stabilì che le grandi famiglie dovessero sostituirsi allo Stato nella gestione delle maggiori imprese pubbliche, annegate nella corruzione. Venti anni dopo, la politica si accorge ormai sconfitta che gli imprenditori privati quelle aziende le hanno svuotate, per rivenderne le carcasse e i debiti agli stranieri. “Penso oggi che la politica registri con molto ritardo cose che, per altri canali, la società manifesta, e penso che spesso la politica compia operazioni abusive e mistificanti” (Italo Calvino, 1980).

Le prede sono colpevoli

->Vietato sedersi sulle nuvole<-


Bastardi senza gloria

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Bastardi senza gloria. Si fa presto a dire che in Italia la produttività del lavoro è bassa. Proviamo a rovesciare il ragionamento. Come si sente un lavoratore che incrementando la produttività del proprio impiego comprende di non poter usufruire dei benefici che produce? Lavorare efficientemente, migliorare un processo produttivo, spesso non significa migliorare il proprio lavoro. Più semplicemente, significa vedere scomparire le persone che ci lavorano accanto, in nome di un non precisato imperativo di contenimento dei costi. Tutto ciò assomiglia all’eutanasia. Di fronte a queste sensazioni, un cittadino vorrebbe fare domande alla propria classe dirigente. Ma se ne guarda.

Bastardi senza gloria

->Che ne è di Diomira?<-


Ieri a Verona

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Ieri a Verona. Si sono date appuntamento due intolleranze. Quella dei leghisti e della curia per gli omosessuali, malati da curare e peccatori secondo il vescovo e il sindaco della città. Quella di Forza Nuova per i froci, colpevoli di attentare al mito della virilità dei fasci. La stampa italiana è riuscita a perdersi sia l’una sia l’altra. E ha pure perso il corteo delle centinaia di giovani che hanno sfilato per le vie della città cercando di opporsi ad un’amministrazione pubblica che sente il bisogno di organizzare un convegno a porte chiuse per riportare il Veneto nel Medio Evo.

Ieri a Verona

->I diritti dei gay sono diritti umani<-


Discorsi d’odio*

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Vedo spesso la falsa citazione «non sono d’accordo con quello che pensi, ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo» attribuita a Voltaire. È una trappola pericolosa. Io dovrei immolarmi perché tu possa dire che i neri sono razzialmente violenti? Sguainare la spada perché tu possa scrivere che gli ebrei, qui, non possono entrare? O dovrei tacere se la craniologia tornasse in auge a definirmi un genere inferiore? Se le opinioni sono violente la libertà non dev’essere infinita. Se tu pensi che l’omosessualità sia una malattia, io mi farò in quattro per impedirti di mentire.

Discorsi d'odio

->Colata chimica OGR<-

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Di Giulia Sciannella (@muuffa)


Sono innocente

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Sono innocente. Non ho fatto nulla per meritarmi Silvio Berlusconi. Fa appello alla famiglia, ma la tradisce. Parla di crisi economica, ma nasconde di averla fomentata. Vagheggia il liberalismo, ma distrugge chi dissente da lui. Invoca la certezza del diritto, ma nega alla Magistratura la dignità di potere dello Stato. E’ estraneo alla politica, ma resta attaccato alla sedia. Si vanta delle tasse che ha versato, ma continua ad eludere il fisco. Voglio un primo ministro gay, meglio se lesbica. Un’economista keynesiana che non parli di libertà ma la difenda: una donna che conosca la Costituzione, e la protegga.

Sono innocente

->Atterraggio di fortuna<-


Voce fuori campo

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Voce fuori campo. Il fallimento della democrazia rappresentativa in Italia in cinque atti. Atto primo: sistema proporzionale puro e conventio ad excludendum contro il PCI (Prima Repubblica e Pentapartito). Atto secondo: sistema maggioritario con correzione proporzionale e soglie di sbarramento (Mattarellum e Forza Italia). Atto terzo: liste bloccate, premio di maggioranza e soglie più alte (Porcellum e Popolo delle Libertà). Atto quarto: commissione dei saggi e presidenzialismo di fatto (rielezione di Giorgio Napolitano). Atto quinto: riforma costituzionale fuori dal Parlamento. Le ragioni per firmare l’appello “La Costituzione stravolta dal silenzio” sono molte. Le vacanze sono finite, i cittadini tornino in servizio.

Forza Italia - Voce fuori campo

->Vent’anni di saccheggio non sono abbastanza<-