Verande chiuse

Verande chiuse. Per non guardarci dentro. Probabilmente abbiamo cominciato a costruirle per questo. Escludere il proprio vicino e vincerne l’oppressione. Io ricordo gli spazi angusti dei balconi, con i piccioni che ci cagavano sopra, la neve che si sporcava di smog e il volto pallido della città vista attraverso le finestre. Quanta luce ci hanno tolto queste maledette verande, sono diventate il simbolo di una società e di una città ripiegate su loro stesse. Chiuse nella contemplazione di un interno che alla fine le ha private del futuro, senza farne poesia. Ora il coraggio cosa vorrebbe? Che le abbattessimo tutte.