Nei cunicoli parlanti

Nei cunicoli parlanti. Scesi a fatica, poggiando il ginocchio sulla parete. Quei marmi sfiniti degli anni cinquanta parevano sbeccati, macchiati di sudicio vecchio. Nei corridoi, le luci al neon sfogavano una noia asciutta sugli occhi di un’impiegata. Taceva, forse perché la vita le scorreva addosso in un sotterraneo. Mi avvicinai, palpitai per un suo scarabocchio, poi mi buttai in una stanza buia. Un uomo bofonchiò qualcosa, cercò di essere simpatico annunciando una mesta disgrazia. Fuori dalla porta, su una sedia, un donnone dal seno gigante mi sorrise di labbra gonfie. La osservai meglio, nascondeva sotto le lenti un pensiero lussurioso.

Nei cunicoli parlanti

->Rovinando abbasso<-