Posts Tagged ‘Villaggio Olimpico’

Torino trasuda rabbia

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Torino trasuda rabbia. E’ ressa sui binari fra mendicanti e piccioni. Odore di piscio sotterraneo. Caotico risuonare di clacson e insulti. Un raro sole terso la soffoca. Polvere di ferro vola dalle ginocchia in su. Mi sento proiettato a metà in un film muto. Sogno un’estate degli anni Sessanta, alberi ammassati nel cortile di un giardino. Un sorriso si spegne nell’inchiostro di una ricevuta. Cammino all’alba verso Est. A Lingotto riscopro un’identità esausta e sola. Entro in un bar. Nessun oggetto, poco cibo. Bottiglie antiche rimaste a metà. La disperazione timida su un viso meridionale. Il cemento disseccato della periferia.


Un amico senza volto

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Ombra trasecolata di una morte elettrica. Albore stesso della decadenza. Rincorsa volontà di argenteo disincanto. Sono figlio di un secolo ucciso. Non posso gioire completamente. Il cammino si spezza fangoso sul cerchio di una macchina. Lì è sepolta una fatua memoria, il coltello insanguinato della volontà. Scrivere, significare. Senza desiderio. Impossibile piangere sui titoli di coda. Fabbricare emozioni per credere in se stessi. Seno perduto sotto una lampadina fulminata. Rovente filo di tungsteno ormai reciso. Attraversa il vuoto per farsi raccogliere. Scava sotto la pelle. Cerca un’anima straniera. Nasconde il disprezzo. Sopporta l’arroganza. E’ sonno disfatto d’alcool. Un amico senza volto.


Impossibile uscir di gabbia

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I centri commerciali sono tombe. Vi entriamo il mattino presto, nascondendoci dalla pioggia. Avvolgono in una irreale atmosfera di costante evasione. Appoggiano una artificiosa colonna sonora alla vita. Sfavillano di cosce e culi. Ci osservano sotto pelli abbronzate. Offuscano l’ignoranza di giovani sfuggiti ai nudi banchi di scuola. Regalano l’illusione di non essere esclusi. Conservano copie di libri ridotti a semplici oggetti. Accarezzano anonimi uffici. Contengono frustrazioni accumulate di giorno in giorno. Impongono al volgo la religione della merce. Assegnano a ciascuno un ruolo. Sono teatro di liti e fughe d’amore. Soffocano tutti in un esperimento. Impossibile uscir di gabbia.


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