Posts Tagged ‘Via Bogino’

La mia gola è secca

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Ha racchiuso il seno in una risollevata stretta. Osserva il mio sguardo cadere incontrollato nella spaccatura violenta che reca sul petto. Esitazione e delizia si fermano in una frase interrotta. La sua mente è lucida. La mia gola è secca. Teorizza l’assoluta conquista del mondo. E’ la voce cosciente di un popolo addormentato. Nasconde una bandiera rossa dietro occhi immobili. Svagatamente disperde il sapore di un’eco americana. Io sono il polmone malato di mio nonno. Attraverso l’oceano tenendola per un braccio. Rivedo il suo nome sul muro di Ellis Island. E la sogno invocare. La bellezza ingrata del mio Paese.


E gioire per sempre

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Mi piego sotto una scala coperta di drappi colorati. Abbandono un salone punteggiato di nero. Mi allungo accaldato su una poltrona slabbrata. Poggiato sullo schienale chiudo gli occhi. Respiro. Osservo sospeso l’ipocrisia, sorrido sospirando tranquillità. Non voglio comportamenti plastificati di persone finte, imprigionate dalla superficie. E completamente assenti da profondità nascoste. E’ tutto così farsesco sotto gli innaturali bagliori notturni. Mi sono fatto sviare dall’artificio di un disegno. Eppure non mi sono lasciato conquistare del tutto. Voglio continuare a vedere atti di derisione senza parteciparvi. Voglio invecchiare senza provare invidia. Voglio una purezza ancora non posseduta. E gioire per sempre.


Un immenso seno rifatto

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Corse fra semafori rossi. Prefiguravano il caldo imminente. Era una stanza affollata di vecchi dai capelli tinti. Giovani seduti sul pavimento. Tutto si fermò ad ascoltare. Una voce rammentava la morte del profeta. I dubbi si mescolavano alle evocazioni del mito. Lo stile è la negazione dell’omologazione. Pasolini fu ucciso prima che il suo incubo si compiesse. Attorno a me  sessantottini permalosi, coscienze amiche a cui non avrei più parlato. Un immenso seno rifatto. Elisabetta mi sedeva accanto. Facce pulite accompagnavano brandelli di memoria. “Non c’è niente da fare”. Eppure non tutto sembrava perduto. Gli orfani si nutrono di speranza.


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