Posts Tagged ‘Via Artom’

Anziane vergini contromano

2 Comments »

Sbucano nella nebbia. Alzano lo sguardo troppo tardi. Non hanno contezza di dove sono. Vanno piano, sono meteoriti immobili. Fumano dal tubo di scappamento. Consumano il cambio fra prima e seconda. Vanno dal medico. Si fermano nei mercati. Parlano al telefono. Strepitano contro tutto. Cercano parcheggio dentro la Chiesa. Anziane vergini contromano. Sono le mine antiuomo del traffico urbano. Non si azzardano ad avvicinare il centro. Girano incoscienti nello stesso sobborgo. Sognano di investire cani e fuggire. Lontane, oltre la volgarità di un macello. Le vedremo un giorno in televisione. Morte in un inseguimento da fiction poliziesca. A ruote sgonfie.


E ora dormirò

No Comments »

E ora dormirò. Raccoglierò le ceneri del giorno in una coltre di polveri secche. Solleverò una lacrima interrotta. Poi ricomincerò, ripulirò la città dalle folate di rabbia che l’hanno sepolta. Andrò alla ricerca di quella vecchia auto. Credo che fosse una Fiat 131. Sì, era un vecchio modello dipinto di giallo. Appariva misteriosamente ad ogni svolta pericolosa. Mi ha sempre sfiorato, non è mai riuscita a seppellirmi. Lo sento, il suo lamento. E’ la voce esausta di una clandestina che partorisce in una fabbrica abbandonata. Il quartiere non conta: la periferia è dentro. Non smetterò di pensare a te, Italia.


Sono una schiena rotta

No Comments »

Sono una schiena rotta. Piegata dalla noia. Stropiccio occhi densi di sabbia, allungo una gamba oltre gli sbadigli. Il naso si rompe di acido vento. L’eco ferma di una voce insignificante segna la quiete di una scrosciante immobilità domestica. Il bordo della città sonnecchia, una finta esplosione lo risveglia. Voci impaurite, bimbi sciupati di pianto. Nulla è accaduto, neppure le sirene arrivano. La secca abulia degli estremi confini ha rotto l’argine di un fiume invisibile. Non è più tempo di guerra, bisogna fingerla su uno schermo. Si corrode nell’immagine di una discarica di urla metalliche. Sembianze impaurite di vecchi studenti.


Si avvicina scosciando

No Comments »

Una scatola di sardine rotola su pozze d’acqua. Si ferma tuonando un ridicolo clacson. Lunga chioma nera, rilucida e secca. Gonna corta, gambe fiere, sguardo altezzoso. Chiama un’amica dall’altro lato della strada. Si avvicina scosciando. Femmina bionda, alta delicatezza di carne. Ondeggia i seni in una camicia bianca. Si precipita dentro il minuscolo ammasso di metallo. Si preparano a lasciare per poche ore la periferia. I palazzi popolari. I vecchi stanchi. I giovani inconclusi. Ostentano una ricchezza che non hanno. Nascondono una ricercata ignoranza. Cacciano gonzi dalle tasche piene. Vinceranno, perderanno o si faranno sfruttare. Prima di sprofondare nella povertà.


Switch to our mobile site