Posts Tagged ‘Val Susa’

Nudo, solo

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Turi Vaccaro ha restituito dignità ad un movimento che sembrava aver smarrito la sua identità. E’ rimasto sospeso a venti metri di altezza per due giorni e mezzo. Nudo, solo. Non si può non guardare con commozione al suo coraggio. La forza tranquilla con cui ha resistito ad un’azione violenta. Qualunque cosa pensiamo del Tav, noi dobbiamo usare la ragione: per salvare un uomo aggrappato ad un albero non ci si appoggia sulla sua cima rischiando di spezzarlo. E’ stato un errore? Allora bisognava rimediare prima. L’abissale distanza fra lo Stato e i suoi cittadini è tutta in questo filmato.

->TG Maddalena – Grave incidente ai danni di Turi Vaccaro<-


Usare buoni argomenti

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Ho pensato a lungo, leggendo questo bellissimo reportage di Pietro Bondi. Credo di conoscere il Movimento No Tav quanto basta per sapere che è fatto di persone perbene, non violente. Eppure più rifletto più arrivo alla stessa conclusione. Non ci si può stufare se le proteste pacifiche non ottengono risultati immediati. Non si può pensare che il lancio di pietre sia una soluzione. Nemmeno se sono in pochi a farlo: quei comportamenti vanno stigmatizzati, altrimenti chi ha simpatia per questa causa smetterà di averla. L’unico modo per dimostrare che si è in buona fede è uscire dall’angolo. Usare buoni argomenti.


Infinito succedersi di gambe

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Il vento spandeva spasmi gelati lungo il dorso delle montagne. Fiaccole punteggiavano il buio. Folla, e bianche bandiere al vento. Abbracciai un fratello ritrovato. Era il sorriso di un figlio. La muta mitezza di un amico. Un bicchiere di vino aprì il ricordo di un verso. Un gomitolo si dipanava attraverso le ombre. Lungo il fiume il pensiero si confondeva. Quante volte avevo calpestato le stesse pietre? Infinito succedersi di gambe. Lontano dal clamore la Storia cammina in silenzio. Porta sulle spalle il faro acerbo della ragione. La bellezza non conosce se stessa. Mormora le lacrime di un canto partigiano.


Il nostro sdegno

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Appiccare roghi e lanciare sassi contro la polizia, come è avvenuto questa notte a Chiomonte, è gravissimo e inaccettabile. Non mi stancherò di ripeterlo. Detto questo, le immagini diffuse ieri da Repubblica sono agghiaccianti. A dieci anni dal G8 di Genova, vediamo un uomo preso e trascinato impietosamente sulla terra da decine di poliziotti che prima lo prendono a calci e poi lo percuotono con oggetti che, dall’alto, paiono spranghe o bastoni. E’ un fatto inaudito. Un conto è immobilizzare un uomo e renderlo inoffensivo, un altro è usargli violenza gratuita. Abbiamo tutti il dovere di gridarlo. Il nostro sdegno.


Il problema è politico

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Se davvero il cantiere del Tav a Chiomonte si prepara ad ospitare gli Alpini della Brigata Taurinense, è evidente che qualcosa non va. Questa decisione non può che scaldare gli animi. E’ difficile, a questo punto, dire che non si vuole militarizzare la Val Susa. E’ il segno che non si cerca il dialogo, ma lo scontro. Da che mondo è mondo i soldati si impiegano nei teatri di guerra, mentre a garantire l’ordine pubblico pensano le forze di polizia. Ciò lo dimostra ancora una volta. Il problema è politico. Senza rispetto per i propri interlocutori, non li si convince.


Il corno del problema

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Da qualunque parte si osservino i fatti, ciò che è avvenuto ieri a Chiomonte è inammissibile. Un gruppo di violenti tiene sotto ostaggio il Movimento No Tav: a questo punto, l’esigenza di marcare le distanze da chi lancia sassi e ammoniaca sulla polizia emerge in modo inderogabile. Non abbiamo bisogno di un morto da una parte o dall’altra, per arrivare a questa conclusione. Il corno del problema. Fare restare il Piemonte al centro della rete ferroviaria europea senza violentarne il territorio. Il dialogo dovrebbe ripartire da qui. Se si fallisce, Torino muore. Se si forza, a morire è la democrazia.


Accade talvolta

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Accade talvolta. Che il gesto di un solo uomo incarni la volontà di un popolo. Contro questa immagine, il potere non puo’ nulla. Avrà vinto la sua battaglia, ma pagherà il prezzo del dubbio che cresce nelle sue maglie. Il nudo passeggio di Turi Vaccaro per fermare l’inizio dei lavori del Tav in Val Susa è la risposta più bella alla violenza della polizia e a quella di alcuni manifestanti. E’ su questo filo sottile che corre irrequieta la speranza: sono in buona fede sia l’Unione Europea sia il Movimento No Tav. Ora rinunciare alla violenza è il dovere di tutti.