Posts Tagged ‘Val Susa’

Gianni Vattimo ha ragione

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Gianni Vattimo ha ragione. Ricondurre il Movimento No Tav sotto l’etichetta del terrorismo non è solo scorretto, ma è anche sciocco. Si possono condividere o meno le azioni ‘fisiche’ intraprese talora dai manifestanti: ad esempio, io penso che gli assalti notturni alle reti siano controproducenti. In ogni caso, tacciare di eversione chi si limita a non accettare che il proprio territorio venga brutalizzato da un’opera devastante e inutile è miope. Negli anni abbiamo visto le ragioni a favore del Tav sbriciolarsi una dopo l’altra nelle coscienze dei cittadini di Torino. A credere nell’opera sono rimasti solo coloro che la realizzerebbero.

Gianni Vattimo ha ragione

->Cisterna ferroviaria<-


TAV, una dannazione

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TAV, una dannazione. Per principio, non condivido alcuna forma di protesta violenta – fosse anche una sassaiola – in un Paese che nonostante tutto continua ad essere uno stato di diritto. Se una parte del Movimento No TAV attacca fisicamente i cantieri dell’alta velocità, commette un errore: la carta stampata resta poco affidabile, per gli interessi economici che esprime, e vorrei conoscere meglio i fatti; ma la necessità che il Movimento prenda le distanze dalla violenza resta. Al tempo stesso, mi chiedo fino a quando il Governo potrà ostinarsi a costruire un’opera pubblica contro la volontà dei cittadini. Si fermi.

TAV, una dannazione

->Aspettando Raymond Godoqueneau<-


Dove è la politica?

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E’ un brutto giorno, per la libertà di stampa. Un manifestante insulta un poliziotto e, – a quanto sembra, – la troupe che lo filma viene aggredita. La polizia fa irruzione in una pizzeria e allontana i giornalisti: un operatore rivendica il diritto di cronaca, il poliziotto risponde “Per adesso no”. Dove è la politica? Dove sono i partiti, con la capacità di mediare nobilmente fra interessi contrapposti? Il Governo dovrebbe raccogliere l’invito di Ezio Mauro, e fare ciò che per vent’anni i partiti non hanno fatto: vada in Val Susa. Restituisca spazio alle parole, prima che sia troppo tardi.

 


I filmati sono espliciti

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Dopo le cariche di sabato sera a Porta Nuova io mi chiedo perché la polizia fosse schierata sui binari e non all’esterno della stazione. Alla fine di una manifestazione pacifica in Val Susa era davvero necessario impiegare le forze dell’ordine nel controllo dei biglietti ferroviari? I filmati sono espliciti. I poliziotti fanno accedere i manifestanti alla banchina, poi li attaccano selvaggiamente prima che possano salire sul treno. E poi, perché la stazione è stata ripulita immediatamente? Sulla primavera si allunga un’ombra preoccupante. Il problema è politico: l’Italia non è il Cile di Pinochet. Il Ministro dell’Interno deve rispondere, in Parlamento.


Altrimenti, perderemo tutti

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Il Movimento No Tav ha fatto bene a manifestare la ragioni del suo dissenso pacificamente, sfilando a Torino. E fa bene a denunciare gli abusi della polizia, a partire dai lacrimogeni sparati ad altezza uomo. Eppure, l’incapacità di fermare le scritte sui muri diventa la metafora della sua impotenza. Non aver preso le distanze dai pochissimi violenti, in estate, tiene oggi sotto scacco l’animo civile e limpido di tutti gli altri. Attaccando il procuratore capo Gian Carlo Caselli, i No Tav feriscono se stessi. La verità ha bisogno di tempo. Intanto, la violenza va posta in disarmo. Altrimenti, perderemo tutti.

Roel Wijnants - Gandhi Statue The Hague

->Roel Wijnants – Gandhi Statue The Hague<-


Ma le risposte servono

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Prima di tornare a scriverne, ho voluto guardare “Fratelli di Tav“, un documentario realizzato nel 2008 da Manolo Luppichini e Claudio Metallo, ripubblicato da Luce sul suo blog. Credo che sia un bell’esercizio per tutti coloro non si sono mai avvicinati al Movimento No Tav. Ebbene, la manifestazione pacifica di domenica è un buon segno anche per questo. Riapre lo spazio delle parole. La protesta nasce dalla percezione che alcune leggi siano state violate, dal dubbio concreto che a costruire non sia soltanto lo Stato, ma anche la Mafia. Allora, il Piemonte non deve restare isolato. Ma le risposte servono. Le aspettiamo.


Sembrano buoni argomenti

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Leggo con piacere, su Quotidiano Piemontese, che al Politecnico di Torino si sono incontrati gli esperti che dicono no al Tav in Val Susa: traffico ferroviario e autostradale in calo, uranio e amianto, impatto acustico, falde acquifere minacciate e, soprattutto, costi esorbitanti. Sembrano buoni argomenti. Vorrei anche io sentire le rispettive controargomentazioni. Per il resto, è storicamente vero che le infrastrutture generano traffico; ma del futuro nessuno è maestro. In ogni caso, iniziative come questa mi paiono molto più efficaci di altre deliranti forme di protesta. Se la dialettica fra idee diverse è pacifica, diventa contagiosa. Restate su questa strada.