Posts Tagged ‘Piero Fassino’

La violenza dei suv

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La violenza dei suv. Mentre a Reggio Emilia sono in corso gli Stati Generali della Bicicletta, la Città di Torino e la Regione Piemonte patrocinano Missione Auto, una manifestazione passatista secondo cui “invece di riempire forzatamente le città di piste ciclabili, spesso inutili e pericolose, sarebbe meglio rattoppare i buchi nelle strade, migliorare la segnaletica, realizzare parcheggi sotterranei”. Non voglio cedere alla demagogia, dicendo che a Torino nulla si sta facendo per la bicicletta, ma me lo chiedo francamente: l’adesione della Città alla campagna #Salvaiciclisti è stata un’operazione pubblicitaria o significa davvero qualcosa? Piazza Vittorio ha diritto a una risposta.

->Radio Bici – Piero Fassino (2012)<-


E’ emergenza democratica

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Un politico deve essere pronto a prendere fischi, ma chi pretende che il sindaco di Torino non partecipi alla manifestazione del I maggio non sa cosa sia il lavoro. Detto questo, dopo Diaz e il G8, vedere una squadra di poliziotti che corre per le strade del centro manganellando a destra e a manca, incurante dei richiami di chi la guida, è agghiacciante. E’ emergenza democratica. E la follia di chi gioca con le bombe carta non farà che spianare la strada alle destra più becera e reazionaria. Gli uomini liberi devono unirsi, e fare fronte comune. Contro la violenza.


Torino non è Berlino

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Torino non è Berlino. Il confronto fra le nostre elezioni di maggio e quelle berlinesi di ieri mette impietosamente a nudo le differenze. Nella città europea in cui ogni giovane vorrebbe vivere, il sindaco socialdemocratico e omosessuale Klaus Wowereit vince le elezioni col 29,5%, incalzato a sinistra da Verdi (18%), Linke (11,9%) e Pirati (8,9%). A Torino, a dispetto dei suoi centomila studenti, il sindaco democratico Piero Fassino governa la città sorretto a destra dai Moderati, con l’appoggio ininfluente di SEL e IDV e l’opposizione del Movimento Cinque Stelle. Quale è il nostro progetto di città?


In Italia, in Europa

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E’ buona cosa che la Giunta Fassino abbia riaperto il dibattito sul destino di Porta Nuova. Non sia un’altra Variante 200. Se le energie rinnovabili sono una delle filiere capaci di sostituire l’auto, allora questa è un’occasione per investire. Porta Nuova diventi un ecoquartiere, come Vauban a Friburgo. Niente auto e condizionatori, zero rifiuti, pannelli fotovoltaici e molto altro. Il Comune stabilisca le regole, i privati propongano e i cittadini interessati decidano. La stazione si trasformi in una piattaforma di coworking per chi vuole creare nuovo lavoro. L’innovazione è il ruolo che Torino deve riconquistare. In Italia, in Europa.


Valuteremo sempre i fatti

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Piero Fassino comincia con il piede giusto. La decisione di dimettersi dalla Camera dei Deputati fa onore alla sua responsabilità istituzionale. Trapela un filo di irritazione, dalle righe della sua lettera alla Stampa. Ma questa mi sembra soltanto una venatura caratteriale. Il sindaco di Torino dovrebbe compiacersi di essere stimolato dai media della Città. Sarà veramente così? Lo speriamo. L’augurio sincero, ora, è che il suo lavoro cominci presto. Ha promesso una Giunta Comunale giovane e composta al cinquanta per cento da donne. Per noi, che non lo abbiamo votato, questo sarebbe davvero un segnale importante. Valuteremo sempre i fatti.

->my stification – Il cielo è sempre più blu


O Torino, o Roma

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Piero Fassino ha fatto bene a festeggiare in Parlamento la sua vittoria, ma al di là dei toni – che non condivido – nel merito la Lega Nord ha ragione. O Torino, o Roma. Ora che è stato eletto sindaco, l’onorevole Fassino deve dimettersi da deputato. La sua candidatura fu imposta al Partito Democratico torinese dal vertice romano, e Fassino ora ha il dovere di dare un segno concreto del suo impegno per la città. Serve un ambasciatore di Torino a Montecitorio? Non può essere il nostro sindaco. Torino ha bisogno di attenzione. Noi aspettiamo la sua decisione con serenità.


Un secolo si chiude

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Credo che la cifra della vittoria di Piero Fassino stia tutta nei quattro seggi assegnati alla lista dei Moderati: sommati ai sedici seggi del Partito Democratico, e al voto del sindaco stesso, costituiscono la maggioranza assoluta del Consiglio Comunale. Il successo del Movimento 5 Stelle è straordinario. A Vittorio Bertola la responsabilità di preservare la pacatezza e la serietà con cui ha condotto una campagna elettorale difficilissima. IDV e SEL, con soli quattro seggi, dovranno rappresentare le istanze della Sinistra, mentre i Comunisti resteranno fuori. Un secolo si chiude. Per il resto, onore al vincitore. I problemi restano sul campo.