Posts Tagged ‘No TAV’

Non ci sono alibi

No Comments »

Luca Abbà ha compiuto un gesto estremo, pacifico e non violento. Ha cercato di imporre la leggerezza della giustizia alla pesantezza della realtà. Ora rischia la vita. Inseguendolo su quel traliccio, la polizia si è assunta una grave responsabilità. Ad agosto minacciò allo stesso modo Turi Vaccaro,  ferendo l’albero su cui si era ritirato a meditare. Non ci sono alibi. Il Governo deve spiegare se di fronte ad un movimento di protesta così diffuso ha chiesto di adottare una strategia di contenimento oppure una strategia di aggressione e repressione. Perché la democrazia non è un gioco. E di violenza muore.


I filmati sono espliciti

2 Comments »

Dopo le cariche di sabato sera a Porta Nuova io mi chiedo perché la polizia fosse schierata sui binari e non all’esterno della stazione. Alla fine di una manifestazione pacifica in Val Susa era davvero necessario impiegare le forze dell’ordine nel controllo dei biglietti ferroviari? I filmati sono espliciti. I poliziotti fanno accedere i manifestanti alla banchina, poi li attaccano selvaggiamente prima che possano salire sul treno. E poi, perché la stazione è stata ripulita immediatamente? Sulla primavera si allunga un’ombra preoccupante. Il problema è politico: l’Italia non è il Cile di Pinochet. Il Ministro dell’Interno deve rispondere, in Parlamento.


Sì, sono un liberale

No Comments »

Sì, sono un liberale. Di sinistra, e socialista. Per questo non accetto che per difendere una causa giusta si sottoponga ad un linciaggio un uomo onesto. Le dichiarazioni di Alberto Perino sul procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli mi lasciano sgomento: perché non condannano quelle scritte sui muri, si limitano a considerarle controproducenti. In questi anni ho marciato con il Movimento No Tav, l’ho difeso in ogni circostanza. Da oggi prendo atto che la violenza – verbale e fisica – non è sconfessata dal suo leader. Io sono sereno. Farò parte per me stesso, ma non sarò mai solo.


Altrimenti, perderemo tutti

No Comments »

Il Movimento No Tav ha fatto bene a manifestare la ragioni del suo dissenso pacificamente, sfilando a Torino. E fa bene a denunciare gli abusi della polizia, a partire dai lacrimogeni sparati ad altezza uomo. Eppure, l’incapacità di fermare le scritte sui muri diventa la metafora della sua impotenza. Non aver preso le distanze dai pochissimi violenti, in estate, tiene oggi sotto scacco l’animo civile e limpido di tutti gli altri. Attaccando il procuratore capo Gian Carlo Caselli, i No Tav feriscono se stessi. La verità ha bisogno di tempo. Intanto, la violenza va posta in disarmo. Altrimenti, perderemo tutti.

Roel Wijnants - Gandhi Statue The Hague

->Roel Wijnants – Gandhi Statue The Hague<-


Ma le risposte servono

No Comments »

Prima di tornare a scriverne, ho voluto guardare “Fratelli di Tav“, un documentario realizzato nel 2008 da Manolo Luppichini e Claudio Metallo, ripubblicato da Luce sul suo blog. Credo che sia un bell’esercizio per tutti coloro non si sono mai avvicinati al Movimento No Tav. Ebbene, la manifestazione pacifica di domenica è un buon segno anche per questo. Riapre lo spazio delle parole. La protesta nasce dalla percezione che alcune leggi siano state violate, dal dubbio concreto che a costruire non sia soltanto lo Stato, ma anche la Mafia. Allora, il Piemonte non deve restare isolato. Ma le risposte servono. Le aspettiamo.


Sembrano buoni argomenti

No Comments »

Leggo con piacere, su Quotidiano Piemontese, che al Politecnico di Torino si sono incontrati gli esperti che dicono no al Tav in Val Susa: traffico ferroviario e autostradale in calo, uranio e amianto, impatto acustico, falde acquifere minacciate e, soprattutto, costi esorbitanti. Sembrano buoni argomenti. Vorrei anche io sentire le rispettive controargomentazioni. Per il resto, è storicamente vero che le infrastrutture generano traffico; ma del futuro nessuno è maestro. In ogni caso, iniziative come questa mi paiono molto più efficaci di altre deliranti forme di protesta. Se la dialettica fra idee diverse è pacifica, diventa contagiosa. Restate su questa strada.


In un cassetto

No Comments »

Scrivere sui muri che il Procuratore Generale di Torino è un mafioso non significa soltanto essere ignoranti, significa essere folli. Gian Carlo Caselli ha combattuto contro le Brigate Rosse e Prima Linea; e dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino partì volontario per la Procura di Palermo. E’ lo stesso uomo a cui il Governo di Silvio Berlusconi impedì con una legge fatta apposta di diventare Procuratore Nazionale Antimafia. Allora, lo dico a malincuore: se il Movimento No Tav non sconfesserà pubblicamente chi scrive queste frasi, la mia bandiera bianca resterà ripiegata su se stessa. In un cassetto.

d(A)ve Photography© - 21 Marzo 2009 @ Libera

->d(A)ve Photography© – 21 Marzo 2009 @ Libera<-