Posts Tagged ‘No TAV’

Serve un piano verde

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Io credo che per “fare un passo avanti sul Tav”, il Governo Monti dovrebbe ridefinire le priorità: si comincia decongestionando il nodo ferroviario di Torino, mentre il tunnel di base diventa un’eventualità condizionata dai flussi di traffico. Poi, un vincolo implica un’opportunità: fare della Val Susa un fulcro di innovazione. Serve un piano verde. Pesanti agevolazioni fiscali per aziende ‘green’ che decidano di investire in valle. Limitazioni al traffico dei TIR, incentivi locali per l’acquisto di veicoli elettrici e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Trasferimento a Susa della Facoltà di Scienze MFN dell’Università. Perché il consenso non si compra, si conquista.


Bentornata, Tangentopoli

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E’ difficile risvegliarsi in un incubo. Eppure, se un marziano fotografasse l’Italia a marzo 2012 vedrebbe questo. Un Paese che resta sull’orlo della bancarotta, in cui ogni tentativo di riforma è bloccato da poche famiglie, infinite clientele e molte corporazioni. Uno specifico blocco sociale costretto a pagare il sacrificio per tutti gli altri: disoccupati, precari, operai, impiegati e pensionati. Il soggetto politico che dovrebbe rappresentare quello stesso blocco sociale – il Partito Democratico – in preda agli spasmi dell’arricchimento personale e della corruzione. In questo immondezaio, chi addita il Movimento No Tav e la FIOM è affetto da ipnosi televisiva. Bentornata, Tangentopoli.


Vorrei, ma non posso

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Vorrei, ma non posso. Sembra questo il significato della rinuncia di Stefano Fassina alla manifestazione indetta dalla FIOM per sabato, a Roma. Se il motivo ufficiale è la partecipazione di Sandro Plano, membro del PD e presidente della Comunità Montana Val Susa e Sangone, significa che il Partito Democratico è prigioniero di se stesso. Non solo ha rinunciato del tutto ad ascoltare le ragioni del Movimento No Tav e dei suoi iscritti sul territorio, ma li evita come appestati quando le loro ragioni si saldano a quelle dei lavoratori della FIAT. Il principale partito italiano ha smesso. Di fare politica.


Sono dei patrioti

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I cittadini della Val Susa meritano rispetto. E a loro, lo Stato deve chiedere scusa. Perché da venti anni dicono civilmente ciò che Roberto Saviano scrive oggi su Repubblica: prima ancora di stabilire se il Tav Torino-Lione serve oppure no, è necessario garantire che la mafia resti fuori dal gioco. Il Governo è in grado di farlo? Partiti e sindacati hanno voltato le spalle al territorio, lo ignorano. Le prime condanne ci sono già state. Se Tav significa mafia, quei cittadini non sono dei terroristi. Sono dei patrioti. E se fra loro ci sono pochi violenti, d’accordo: li si punisca.


Il Paese non capirà

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Blocchi stradali, scritte deliranti, insulti alla polizia e aggressioni alla stampa. Il Paese non capirà. Perché il metodo conta, e la democrazia non può accettare minoranze di blocco. I timori di Pier Luigi Bersani sono condivisibili. Inoltre, l’interlocutore è finalmente un uomo rispettabile e onesto. Eppure, i dubbi resteranno agli atti. Una lettera scritta da trecentosessanta esperti, un appello al dialogo, l’opinione dell’Economist e gli argomenti intransigenti di Marco Travaglio. I No Tav hanno ragione. E il Tav si farà, per poi pentirsene. Come il Vajont. Nel frattempo, cosa ne sarà del futuro dell’Italia? E soprattutto, avremo imparato qualcosa?


Dove è la politica?

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E’ un brutto giorno, per la libertà di stampa. Un manifestante insulta un poliziotto e, – a quanto sembra, – la troupe che lo filma viene aggredita. La polizia fa irruzione in una pizzeria e allontana i giornalisti: un operatore rivendica il diritto di cronaca, il poliziotto risponde “Per adesso no”. Dove è la politica? Dove sono i partiti, con la capacità di mediare nobilmente fra interessi contrapposti? Il Governo dovrebbe raccogliere l’invito di Ezio Mauro, e fare ciò che per vent’anni i partiti non hanno fatto: vada in Val Susa. Restituisca spazio alle parole, prima che sia troppo tardi.

 


Il monito di Marco Polo

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I blocchi stradali non erano accettabili da parte dei Forconi, non lo sono da parte dei No Tav. Eppure, chi assimilasse i due movimenti dimostrerebbe di non conoscerli affatto. Dopo le cariche a freddo di sabato, a Porta Nuova, e dopo l’inseguimento di Luca Abbà sul traliccio da parte della polizia, le parole del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sono un segno positivo: “riflessione, dialogo e equilibrio”. Ora, però, il Governo deve dimostrare nei fatti di sapere ascoltare; perché ha ragione Marco Revelli: senza udito, un Paese si ‘slega’. I politici riscoprano l’attenzione del Gran Khan. Il monito di Marco Polo.

->Italo Calvino – Le città invisibili<-