Posts Tagged ‘No TAV’

Gianni Vattimo ha ragione

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Gianni Vattimo ha ragione. Ricondurre il Movimento No Tav sotto l’etichetta del terrorismo non è solo scorretto, ma è anche sciocco. Si possono condividere o meno le azioni ‘fisiche’ intraprese talora dai manifestanti: ad esempio, io penso che gli assalti notturni alle reti siano controproducenti. In ogni caso, tacciare di eversione chi si limita a non accettare che il proprio territorio venga brutalizzato da un’opera devastante e inutile è miope. Negli anni abbiamo visto le ragioni a favore del Tav sbriciolarsi una dopo l’altra nelle coscienze dei cittadini di Torino. A credere nell’opera sono rimasti solo coloro che la realizzerebbero.

Gianni Vattimo ha ragione

->Cisterna ferroviaria<-


TAV, una dannazione

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TAV, una dannazione. Per principio, non condivido alcuna forma di protesta violenta – fosse anche una sassaiola – in un Paese che nonostante tutto continua ad essere uno stato di diritto. Se una parte del Movimento No TAV attacca fisicamente i cantieri dell’alta velocità, commette un errore: la carta stampata resta poco affidabile, per gli interessi economici che esprime, e vorrei conoscere meglio i fatti; ma la necessità che il Movimento prenda le distanze dalla violenza resta. Al tempo stesso, mi chiedo fino a quando il Governo potrà ostinarsi a costruire un’opera pubblica contro la volontà dei cittadini. Si fermi.

TAV, una dannazione

->Aspettando Raymond Godoqueneau<-


TAV metropolitana d’Europa

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TAV metropolitana d’Europa. L’allegra metafora campeggiava ieri sulle locandine delle edicole di tutta la città. Se il continente a cui apparteniamo fosse una megalopoli di 350 milioni di abitanti costruita nel Novecento, non ci sarebbe nulla da eccepire. Invece, a dispetto delle euristiche di giudizio degli industriali torinesi, l’Europa è una federazione di Stati che costruiremo nel XXI secolo. Le merci non viaggeranno, si produrranno in loco colla stampa 3D. Viaggeranno idee e persone, ma non avranno nessuna fretta; potranno dialogare online sedute a casa o in carrozza. Allora smettiamola di buttar via speranze e illusioni dei cittadini: costano care.

TAV metropolitana d'Europa?

->Immobili a picco sul tracciato TAV<-


Prima della caduta

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E’ significativo che le difficoltà che il Partito Democratico incontrerà nel formare un governo coincidano con la sua assenza alla manifestazione No Tav di ieri. In Val di Susa, più che in altri luoghi, il partito che aspirava ad incarnare il progresso si è dileguato molti anni fa. Di fronte agli argomenti documentati di chi si opponeva ad un’opera di dubbia utilità, i democratici decisero di chiudersi muti nel proprio palazzo. Non c’è da meravigliarsi se oggi mezza valle abbia finito per preferirgli la demagogia urlante di Beppe Grillo. I politici tornino in valle, e ascoltino i cittadini. Prima della caduta.

#Torino - Moloch

->Moloch<-


Totem e tabù

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Le primarie del Partito Democratico a Torino si sono aperte sotto un pessimo auspicio. Sandro Plano, Presidente della Comunità Montana Val di Susa e Val Sangone, è stato escluso dalla lista dei candidati perché otto firme delle quattrocento necessarie appartenevano a persone iscritte al partito da un solo anno. Al di là dei vincoli formali, discutibili ma oggettivi, a colpire è l’accanimento con il quale il PD esclude a priori la possibilità di dissenso interno sul TAV Torino-Lione. Totem e tabù. L’impressione è che il PD continui a fare di tutto per perdere la Val di Susa. E il Paese.

Torino Porta Susa

->Torino, Porta Susa<-


E io non la bevo

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Dopo i recenti blitz contro Geostudio ed Equitalia, la posizione del Movimento No Tav si è fatta indifendibile anche per chi continua a pensare che quel treno non serva, o quantomeno che il risultato finale non ne valga il costo. Il movimento non sconfessa le frange minoritarie autrici di questi gesti, sostenendo che altrimenti non si otterrebbe visibilità e che ognuno è libero di protestare a modo suo. Entrambi gli argomenti sono fallaci. Le pulsioni squadriste sono geneticamente possibili anche nel più democratico dei movimenti. E io non la bevo. Non voglio quel treno, ma non rinuncerò mai alla democrazia.


Delle due, l’una

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Delle due, l’una. O in Francia sono al governo gli anarco insurrezionalisti, o il TAV Lione-Torino comincia davvero a mostrarsi insostenibile. Se il governo Hollande – come scrive Le Figaro – affermerà effettivamente che il progetto è troppo costoso, a fronte di un traffico merci ridotto quasi ad un terzo rispetto a venti anni fa, i suoi sostenitori in Italia dovranno finalmente affrontare quel dibattito che hanno sempre negato al movimento No Tav. In effetti, il Consiglio Europeo potrebbe usare i project-bond per fare ripartire la domanda aggregata. E’ auspicabile, ma nessuno può garantire che a beneficiarne debba esserne la ferrovia.