Posts Tagged ‘Mario Monti’

Torna la politica

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Le primarie del Centrosinistra hanno accelerato la fine della legislatura. Silvio Berlusconi non può restare a guardare, è pronto a versare fiele per riconquistare un seggio parlamentare che lo metterà al sicuro dalla giustizia. L’accelerazione mette in difficoltà Luca Cordero di Montezemolo, che a forza di tirare Mario Monti per la giacchetta ha finito per concorrere alla fine anticipata del suo governo. Torna la politica. Se Monti si presterà al gioco, il Centrodestra si ricompatterà sotto le sue ali scaricando il vecchio caudillo. Se Monti punterà al Quirinale, invece, il Partito Democratico avrà probabilmente la strada spianata verso la vittoria.

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->La terra desolata<-


Non cambia la Storia*

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Non cambia la Storia. Ma la Palestina centonovantaquattresimo stato ONU è motivo di speranza. La speranza che nei meandri intricati della diplomazia occidentale ciò che è ovvio per «noi» sia un diritto anche «loro». Libertà, autodeterminazione. In qualsiasi zona del mondo puntare il dito sulla mappa e poter dire: «qui è casa mia». Centotrentotto voti a favore e un lungo applauso, e nove contrari. Roma dice sì, purché non finisca davanti a un tribunale. Allungherebbe le trattative. Non è la Storia, è una carta. Uno stato a due dimensioni. Perché non sia d’intralcio alla pace.

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* di Giulia Sciannella, (@muuffa)


Andreottianamente

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Andreottianamente. In un anno Mario Monti si è via via trasformato. Da riserva della Repubblica pronta a muovere da destra gli stessi passi di Carlo Azeglio Ciampi da sinistra, a cavallo di troia del blocco moderato in Parlamento. Luca Cordero di Montezemolo lo candida, il Presidente della Repubblica ricorda che un senatore a vita non può partecipare alle elezioni, e lui non risponde. Il centrosinistra fa le primarie, e lui dice in televisione di essere pronto. Gli italiani tirano la cinghia fino alle cuoia, lui attacca la scuola e annuncia la privatizzazione della sanità. Finirà con Massimo D’Alema al Quirinale?

->Enzo Biagi intervista Giulio Andreotti (1980)<-


Fra manganelli e spintoni

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Oggi le ragioni della democrazia stanno con un uomo. Non con quel poliziotto in particolare, del cui passato e del cui futuro non sappiamo nulla. Ma con il suo comportamento ineccepibile: perché la tutela delle istituzioni coincide con la difesa di un popolo inerme. Fra manganelli e spintoni. Dovremmo chiederci perché lo spazio del dialogo si è chiuso a tal punto. Non verrà libertà da chi tira le bombe carta. Quanto alla violenza di Stato, questo problema non se lo è mai posto. E il lavoro di quell’uomo sarebbe più facile, se ogni casco e ogni divisa avessero un numero.

->Milano, Università Bocconi (17 novembre 2012)<-


Paghino i più ricchi

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Secondo Roberto Convenevole e Alessandro Santoro gli aumenti delle aliquote IVA annunciati dal Governo non solo ridurranno il gettito fiscale perché deprimeranno i consumi, ma anche perché indurranno nuova evasione fiscale. Sul piano dell’equità il Governo Monti continua a deludere, incapace di scrollarsi di dosso un’immagine logora. Prima la deindicizzazione delle pensioni, ora l’aumento dell’IVA e la riduzione delle detrazioni. Pietà per i poveri, austerità per i ceti medi e indulgenza per i ricchi. E’ una ricetta repubbicana. Ferisce la coesione sociale, e alimenta il populismo. E’ ora che Pier Luigi Bersani lo dica più forte. Paghino i più ricchi.

->Deindicizzazione delle pensioni (dicembre 2011)<-


Non l’ha mai lasciato

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Il blocco sociale che sostenne il Pentapartito conserverà il potere. Non l’ha mai lasciato. Il passo indietro di Luca Cordero di Montezemolo è un passo avanti verso Mario Monti, che con il sostegno di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini – e il lasciapassare della FIAT – è pronto a governare anche dopo le elezioni politiche di primavera. La Sinistra ripete gli errori del 1994: qualora Confindustria e Chiesa riportassero Silvio Berlusconi a più miti consigli, al fatuo tribalismo del Partito Democratico resterebbe soltanto la sconfitta. Il caso Prodi potrebbe ripetersi a destra: Monti ora fa comodo, poi si vedrà.


La demotorizzazione

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A leggere il resoconto dell’incontro di sabato fra FIAT e Governo, l’impressione che è i due attori si siano accordati per un anno di silenzio, escludendo dal gioco la controparte sindacale. Nel 2013, mentre continuerà l’emorragia produttiva dagli impianti italiani ed europei, l’Italia si darà un nuovo governo: non è possibile non considerare che fra chi ambisce ad entrarvi, su posizioni molto vicine a quelle di Mario Monti, è la fondazione Italia Futura. Nel frattempo, l’Italia si prepara senza investire nel trasporto pubblico: si sarà perso un altro anno non affrontando a viso aperto un processo conclamato. La demotorizzazione.