Posts Tagged ‘Mario Monti’

In Transatlantico si balla

No Comments »

In Transatlantico si balla. I parlamentari del Movimento 5 Stelle, incoscienti, viaggiano in terza classe. Quelli del Partito Democratico, chiusi in seconda, cercano la sala macchine. Deputati e Senatori del Popolo delle Libertà, nell’ingordigia dei balli in prima classe, sognano di scegliere il comandante. Scelta Civica è rimasta a fare da equipaggio: Mario Monti dirige l’orchestra, ma è Giorgio Napolitano a consultare le mappe nautiche. Ci sono anche i Leghisti: hanno sempre viaggiato coi ricchi, ma ora chiedono uno sconto a Pier Luigi Bersani. Nel frattempo i giorni passano, nei mari del Nord corrono i ghiacci. E il Titanic va.

L come "libertà" - #Torino

->L come Libertà<-


Il comunismo si cela

No Comments »

L’Italia ha un problema drammatico: non riesce a tacitare Stefano Fassina. La democrazia è in pericolo e i liberali degni di questo nome ne sono consapevoli. Silvio Berlusconi ci salvò dal comunismo di Bertinotti. Mario Monti, che dell’anticomunismo è un tecnico, lavora in modo sottile: taglierà l’ala estrema del Partito Democratico. Il comunismo si cela. Dobbiamo essere tutti grati al Presidente del Consiglio in carica. Doveva salvare la patria dalla bancarotta, ma è così generoso che ora si spinge ben oltre. Ridurrà al silenzio tutti quelli che la pensano in modo diverso da lui. Alla faccia di John Stuart Mill.


Forza Italia?

2 Comments »

Mario Monti ha mostrato di avere senso delle istituzioni. La sua rinuncia a partecipare direttamente alle elezioni politiche del 2013 tutela la Costituzione e lascia aperto il gioco democratico. Non sfugge, tuttavia, che attraverso la sua identificazione in uomo della Provvidenza la destra italiana stia cercando una metamorfosi liberatrice. Se il vecchio Berlusconi che si adira in televisione ne è l’incarnazione negativa e deteriore, la scombinata armata brancaleone che lo avrebbe voluto in campo ne dimostra l’immaturità: i futuristi di Fini, i cattolici di Casini, i liberisti di Montezemolo. E, dulcis in fundo, i berlusconiani pentiti di Pisanu. Forza Italia?


Tutto si tiene

No Comments »

A Melfi Mario Monti ha compiuto il suo primo vero gesto da candidato premier della Destra. Tutto si tiene. La FIAT di Sergio Marchionne riscrive le relazioni industriali nel Paese ed esce da Confindustria, spingendola su posizioni più illiberali. Il campione bocconiano del liberismo raccoglie il testimone del governo e dell’economia dai liberisti pentiti Berlusconi e Tremonti; poi impone l’austerità tedesca assurgendo a uomo della provvidenza, e non esce di scena. Sospinto dalla Chiesa e da Confindustria stessa raccoglie il campo dei moderati sotto la sua ala e impone alla Sinistra la grosse koalition. Ancora una volta, l’Italia non cambierà.


Di quanto si pensi

No Comments »

La battaglia è più sottile. Di quanto si pensi. La candidatura disperata di Silvio Berlusconi ha già avuto un risultato fattuale: imporre Mario Monti come elemento imprescindibile del futuro del Paese. Che si tratti della leadership di un’armata brancaleone di Centrodestra, di una posizione chiave in un governo a guida democratica o del Quirinale stesso, Monti finirà per assumere il ruolo di garante della burocrazia europea sul futuro dell’Italia. Paradossalmente, più Pier Luigi Bersani cerca nel montismo un alleato per tenere l’Italia in Europa più le file dei montiani si allargano per annacquare le riforme che il Centrosinistra potrebbe proporre.


Il partito di Micromega

No Comments »

Paolo Flores d’Arcais ha ragione. Il Partito Democratico, facendo scegliere i candidati ai cittadini, potrebbe stravincere le elezioni del 2013. Invece, tanto più ora che il governo è caduto, si farà prosciugare dal liberismo che i mercati imporranno all’Italia. Eppure, Mario Monti non è un mostro di Goldman Sachs: è un liberal-democratico che ha saputo restituire autorevolezza all’Italia. Il Presidente della Repubblica deve poter essere una garanzia per l’opposizione, agli uni il Governo agli altri il Quirinale. Sì, io lo voterei volentieri. Il partito di Micromega. Ma ogni tentativo di costruire a sinistra del PD è rimasto un potentato personale.


Non del denaro

No Comments »

I mercati reagiranno, ma un nome significa poco: dovremmo dire che comprende sia piccole mani in cerca di tranquillità, sia braccia lunghe capaci di condizionare l’esito della partita. Se oggi queste ultime vendessero in massa i titoli di stato del nostro Paese, la discesa in campo di Mario Monti tornerebbe ad apparire una necessità inderogabile. Se poi il racconto continuasse lungo la stessa pagina per settimane, il Partito Democratico sarebbe costretto ad annunciare prima del tempo una Grosse Koalition. Fine della competizione elettorale e trionfo del trasformismo. Chiunque vinca, dovremo ricordarci che le istituzioni sono dei cittadini. Non del denaro.