Posts Tagged ‘Elezioni Politiche 2013’

Il comunismo si cela

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L’Italia ha un problema drammatico: non riesce a tacitare Stefano Fassina. La democrazia è in pericolo e i liberali degni di questo nome ne sono consapevoli. Silvio Berlusconi ci salvò dal comunismo di Bertinotti. Mario Monti, che dell’anticomunismo è un tecnico, lavora in modo sottile: taglierà l’ala estrema del Partito Democratico. Il comunismo si cela. Dobbiamo essere tutti grati al Presidente del Consiglio in carica. Doveva salvare la patria dalla bancarotta, ma è così generoso che ora si spinge ben oltre. Ridurrà al silenzio tutti quelli che la pensano in modo diverso da lui. Alla faccia di John Stuart Mill.


Siamo al ricatto

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Siamo al ricatto. C’è da pensare che si tratti di una semplice schermaglia da campagna elettorale, ma intanto Pier Ferdinando Casini sostiene che se il Partito Democratico – e l’innominata Sinistra Ecologia e Libertà – non raggiungeranno la maggioranza dei seggi anche al Senato, il prossimo Presidente del Consiglio non potrà che essere Mario Monti. Il modello è confermato: dalla politica dei due forni alla minoranza di blocco. Democristiani eravamo e democristiani moriremo. L’errore eclatante, tuttavia, è proprio in Pier Luigi Bersani. Barbara Spinelli fa bene a denunciarlo: se l’obiettivo dichiarato è fermarsi al 49%, allora la speranza è morta.


E’ comunque un progresso

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Nonostante tutto, ho deciso di votare alle primarie del PD. Continuo a pensare che le sorti della prossima legislatura e la possibilità di far crescere il Paese ridistribuendone la ricchezza si giocheranno sui rapporti di forza fra il Partito Democratico e il cartello raccoltosi a destra attorno a Mario Monti. Queste primarie non sono che un esperimento, perché di molti dei candidati nulla o quasi sappiamo. E’ comunque un progresso. Voterò per Cesare Damiano e Anna Rossomando. Li ho scelti perché si sono impegnati per riformare il mercato del lavoro stabilizzando i precari e per reintrodurre il falso in bilancio.


Cosa è democratico?

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A stupire, nel caso Ichino, non è tanto il fatto che – se i fatti sono come appaiono – il senatore del Partito Democratico con una mano sostenesse la candidatura di Matteo Renzi alle primarie e con l’altra scrivesse il programma politico di un altro partito, la cosiddetta Agenda Monti. Piuttosto, stupisce il fatto che in Italia non si sia mosso un passo dalla conventio ad excludendum democrastiana e dall’accezione berlusconiana di comunismo: è sufficiente sostenere le posizioni liberali degli economisti keyenesiani Paul Krugman e Joseph Stiglitz, come fa Stefano Fassina, per essere considerati un detrito della storia. Cosa è democratico?


Forza Italia?

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Mario Monti ha mostrato di avere senso delle istituzioni. La sua rinuncia a partecipare direttamente alle elezioni politiche del 2013 tutela la Costituzione e lascia aperto il gioco democratico. Non sfugge, tuttavia, che attraverso la sua identificazione in uomo della Provvidenza la destra italiana stia cercando una metamorfosi liberatrice. Se il vecchio Berlusconi che si adira in televisione ne è l’incarnazione negativa e deteriore, la scombinata armata brancaleone che lo avrebbe voluto in campo ne dimostra l’immaturità: i futuristi di Fini, i cattolici di Casini, i liberisti di Montezemolo. E, dulcis in fundo, i berlusconiani pentiti di Pisanu. Forza Italia?


Totem e tabù

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Le primarie del Partito Democratico a Torino si sono aperte sotto un pessimo auspicio. Sandro Plano, Presidente della Comunità Montana Val di Susa e Val Sangone, è stato escluso dalla lista dei candidati perché otto firme delle quattrocento necessarie appartenevano a persone iscritte al partito da un solo anno. Al di là dei vincoli formali, discutibili ma oggettivi, a colpire è l’accanimento con il quale il PD esclude a priori la possibilità di dissenso interno sul TAV Torino-Lione. Totem e tabù. L’impressione è che il PD continui a fare di tutto per perdere la Val di Susa. E il Paese.

Torino Porta Susa

->Torino, Porta Susa<-


Democrazia è cittadinanza

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Antonio Ingroia non è un economista, e non sa sedere nei salotti televisivi. E’ proprio per questo che il movimento che si accinge a guidare potrebbe avere un ruolo importante nel sistema politico italiano. La politica non può restare in subappalto ai tecnici e non si esaurisce alla contabilità del debito. E neppure è pensabile che il metro di giudizio del legislatore si rinchiuda nel piccolo schermo. Se quest’uomo e coloro che sono disposti a seguirlo riusciranno a costruire una rappresentanza parlamentare a sinistra del Partito Democratico, la legalità potrà restare nell’agenda politica del Paese. Democrazia è cittadinanza.