Posts Tagged ‘Crisi Economica’

La finta ripresa

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La finta ripresa. Mentre i giornalisti di tutta Italia si affannano a descrivere una ripresa che non c’è, sarebbe meglio chiedersi perché mentre Germania e Francia ricominciano a crescere il nostro Paese resta fermo al palo. Il primo problema è la fiducia. Né i giovani né gli immigrati, le due forze sociali che potrebbero farlo cambiare, credono nel governo di Enrico Letta. Perché è ripiegato su stesso, come la stragrande maggioranza dei governi che lo hanno preceduto. Corteggia Comunione e Liberazione, ma ignora i luoghi in cui si decide il suo futuro: dal disincanto delle università alla desolazione delle fabbriche.

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Immigrazione è lavoro


Fra manganelli e spintoni

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Oggi le ragioni della democrazia stanno con un uomo. Non con quel poliziotto in particolare, del cui passato e del cui futuro non sappiamo nulla. Ma con il suo comportamento ineccepibile: perché la tutela delle istituzioni coincide con la difesa di un popolo inerme. Fra manganelli e spintoni. Dovremmo chiederci perché lo spazio del dialogo si è chiuso a tal punto. Non verrà libertà da chi tira le bombe carta. Quanto alla violenza di Stato, questo problema non se lo è mai posto. E il lavoro di quell’uomo sarebbe più facile, se ogni casco e ogni divisa avessero un numero.

->Milano, Università Bocconi (17 novembre 2012)<-


Le città messe a fuoco

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La rabbia è diventata incontenibile. Otterrà un risultato opposto a quello che si propone. Dobbiamo guardarli in volto, questi giovani studenti che prendono d’assalto le sedi delle istituzioni e della Pubblica Amministrazione. Non sono consapevoli della propria ingenuità. Come già avvenne lo scorso autunno, l’occasione di mettere in luce le effettive responsabilità della crisi è stata sprecata. I titoli dei giornali si riempiranno di cronaca. Le città messe a fuoco. Quello stesso ceto medio che la crisi schiaccia e consuma si sentirà impaurito. Sopporterà ulteriori tagli, accetterà che la mano forte cali sulla piazza. Per riportare l’ordine, senza cambiare nulla.

->Torino, 14 novembre 2012<-


Paghino i più ricchi

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Secondo Roberto Convenevole e Alessandro Santoro gli aumenti delle aliquote IVA annunciati dal Governo non solo ridurranno il gettito fiscale perché deprimeranno i consumi, ma anche perché indurranno nuova evasione fiscale. Sul piano dell’equità il Governo Monti continua a deludere, incapace di scrollarsi di dosso un’immagine logora. Prima la deindicizzazione delle pensioni, ora l’aumento dell’IVA e la riduzione delle detrazioni. Pietà per i poveri, austerità per i ceti medi e indulgenza per i ricchi. E’ una ricetta repubbicana. Ferisce la coesione sociale, e alimenta il populismo. E’ ora che Pier Luigi Bersani lo dica più forte. Paghino i più ricchi.

->Deindicizzazione delle pensioni (dicembre 2011)<-


Prima di spegnere la luce

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Il Governo si affida a Cielo Buio per attuare la spending review. Io ci penserei bene. Da quasi un anno ho rinunciato all’auto anche di notte. Attraverso la periferia in bici, con uno smarrito senso di libertà che mi sostiene fra le fabbriche abbandonate e i nuovi ghetti postindustriali delle spine torinesi. E’ un piacere lirico, ma lo spezza un brivido lungo la schiena tutte le volte in cui un suv mi accarezza i pedali. Ecco, vorrei che il governo tassasse gli pneumatici di questi carri armati, e li costringesse ad andare a 30 all’ora. Prima di spegnere la luce.


Weimar è a Sud

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Weimar è a Sud. Corre lungo le strade di Madrid e Libsona. E’ un fronte unito, che parte da Atene e lambisce Roma. Sistemi politici nazionali ormai delegittimati, seduti alla corte della burocrazia europea: un ostaggio inerme e vociante, appeso ai mugugni delle reciproche invidie fra Parigi e Berlino. Le piazze d’autunno non porteranno alla Liberazione. Sono un segno positivo, ma si nutrono delle proprie contraddizioni: l’assenza di leader, alla lunga, sfinirà la protesta. I giovani diseredati che colmano oggi le strade sono istruiti e coscienti, ma rischiano di spianare la strada ai carri armati degli eserciti nazionali. L’Europa muore.


Continuando su questa china

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Non deve ingannare il fatto che Mario Draghi sia riuscito a prendere un po’ di tempo per difendere l’euro. Nel giorno in cui la Corte Costituzionale tedesca si appresta a decidere della bontà dello European Stability Mechanism, sul capo di Angela Merkel pesano la grande manifestazione dell’indipendentismo catalano a Barcellona e la probabile e ineccepibile richiesta di risarcimento per i crimini nazisti da parte della Grecia. L’irresponsabilità e la miopia dell’establishment tedesco sono messi a nudo dalla realtà politica. Quattro anni di austerità teutonica stanno portando l’Europa nel baratro. Continuando su questa china. Di europei non resteranno che i tedeschi.