Posts Tagged ‘Bancarotta’

Quel buco è l’Italia

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Paul Krugman lo spiega impietosamente: c’è un buco nel secchio dell’Europa. Quel buco è l’Italia. Nel senso che l’unico modo per prevenire una crisi di liquidità nel nostro Paese è compromettere la solvibilità della Francia. Ovvero, alla piccola Grecia può essere imposta una deflazione, alla grande Italia no. La soluzione c’è: stampare denaro e fare in modo che sia l’inflazione a bruciare il debito. Germania e Francia, tuttavia, non avranno mai il coraggio di farlo. Allora, delle due l’una: uscire dall’euro e svalutare la nuova moneta; restare nell’euro – se ce lo consentiranno – e portare a fondo l’Europa. Grazie, Berlusconi.

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E poi il silenzio

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E’ così, a pensarci bene, fra tagli di rating e accuse alla stampa l’Italia assomiglia ogni giorno di più al ritratto che ne faceva l’irrequieta Amaranta di Gabriel Garcìa Marquez in Cent’anni di solltudine: “una [...] patria di uomini e donne belli che parlavano una lingua da bambini, con città antiche della cui passata grandezza restavano soltanto i gatti tra i ruderi”. Del resto, è proprio con lenti sudamericane che ormai dobbiamo guardare verso noi stessi. Verranno i moti di piazza, la disperazione di chi si sveglierà povero. E poi il silenzio. La colpa muta di chi si sarà salvato.


Si chiudono a Versailles

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Alzo la testa oltre le mura della città. Le élites dei grandi ricchi sembrano aver dichiarato guerra al mondo intero. Cina, Brasile e India non sono più deboli e sfruttati: chiedono il conto e pretendono ciò che noi abbiamo. I rapporti di forza stanno cambiando. Cosa fanno le poche famiglie che controllano i sistemi capitalisti? Si chiudono a Versailles. Basterebbe poco: esigere austerità per i conti pubblici e concedere riforme capaci di creare nuova ricchezza, ridistribuendo le rendite parassitarie ai settori più dinamici di ogni società. Ma non sono disposti a farlo. Fomenteranno la violenza di piazza. E nuovi dittatori.


Diciamolo, non basta

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Abbiamo la manovra. Contiene una polpetta avvelenata, la revisione dei contratti di lavoro, e uno specchietto per le allodole, la tassa sui redditi medio alti. E’ proprio questo il punto: interviene sui redditi, ma non sui patrimoni; mentre sulla lotta all’evasione fiscale restano molti dubbi. Il Piemonte perderebbe le province di Asti, Biella, Verbania e Vercelli. Diciamolo, non basta. Ha ragione Diego Novelli nel dire che a Torino la Città Metropolitana può assorbire la Provincia. Di più, dovremmo proporre l’abolizione delle altre province piemontesi. E poi chiedere che i maggiori risparmi siano destinati ad un fondo regionale. Per finanziare l’innovazione.

Mauro Paolis - Torino, aeroporto

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Aldo dice 26 x 1

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Risorgimento, Resistenza, Liberazione. Poi? E’ necessario perdere tutto. Riscoprire la speranza dopo essere caduti. Questi anni di burlesca decadenza passeranno. Non sappiamo quando, eppure il tempo è sempre contato. Un giorno i figli guarderanno in faccia i genitori. Ascolteranno muti la sentenza. La fine dei soldi privati che rattoppano lo sfacelo pubblico. Allora fuggiranno i dubbi acclamando la dittatura. Sarà quello il momento, come è sempre stato. I migliori capiranno di dover sacrificare i piaceri della vita borghese. Torneranno a impegnarsi per il bene comune. Disinteressati, soli, eroici. Al prezzo della vita, lo urleranno ancora. “Aldo dice 26 x 1″.


E’ terrore blu

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Mi aggiro indolente per vuoti corridoi. Un matto sull’autobus mi ha scalciato. Si guardava intorno intimorito. Gli somiglio. Spio curve economiche colmo di panico immotivato. Il rumore dei più oscuri presentimenti ormai si è fatto luce. Tutti ripetono ciò che già temevo. Eppure, l’incoscienza pare dominare. Giorno dopo giorno. Viviamo come se fossimo bestie. Lo faremmo comunque, anche se fossimo in guerra. Una buia sifilide ha colpito le nostre menti. Non temiamo più la morte. Viviamo per l’oggi. Disillusi non ci chiediamo del domani. E tutto si affossa. Sulle spalle inermi dei figli che non abbiamo generato. E’ terrore blu.