Posts Tagged ‘Angela Merkel’

Germania felix?

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Germania felix? Il Paese che ieri ha incoronato Angela Merkel è lo stesso che affama più o meno inconsapevolmente gli altri cittadini europei, negando ai paesi del Mediterraneo un piano Marshall continentale che li aiuterebbe ad uscire dalla crisi. E’ la nazione che per tre volte – 1871, 1914 e 1939 – cercò di soggiogare la Francia e, con essa, l’Europa intera. Certo, oggi è un Paese pacifico e riconquistato alla democrazia. Eppure, il fuoco cova sotto la cenere. E noi oggi ci ritroviamo, come cento anni fa, a temerne la dittatura. L’Unione Europea è un sobborgo della capitale tedesca.

germania-felix

->Liberty in catene<-


Bismarck ride di gusto

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Bismarck ride di gusto. Là dove non riuscì la violenza di Adolf Hitler riuscirà l’Unione Cristiano Democratica di Angela Merkel. Dal 1989 a oggi, imponendo a tutta l’Europa bassa inflazione, bassi tassi di interesse e bassi salari, la Germania si è garantita un alto livello di investimento interno e ha gonfiato a dismisura le proprie esportazioni. Tradotto in soldoni, i Tedeschi strappano ogni giorno terra, capitale e lavoro agli altri popoli dell’Unione Europea. Questa cosa ha un nome. Si chiama imperialismo. La conseguenza è inevitabile: se la Germania non rinuncerà alla follia dell’austerità, i porci non potranno che uscire dall’Euro.

Bismarck mi mette inquietudine

->Inquietudini<-


Il dramma cipriota

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Ognuno di noi sta sottovalutando. Il dramma cipriota. Reciclando denaro sporco nel Mediterraneo, i Russi sono riusciti a chiudere l’Europa in un dilemma irrisolvibile: se Cipro sistemerà i conti prelevando forzosamente il denaro dai conti dei suoi cittadini sarà rivolta; se il Parlamento di Nicosia sceglierà la bancarotta creerà un precedente assoluto. Dimostrerà che uscire dall’euro è possibile, e nutrirà gli europei del Sud con l’idea che è possibile risollevarsi generando una catastrofe. In un modo o nell’altro, la Germania sarà costretta a fare i conti con la propria miopia austeritaria. L’Italia, che dovrebbe convincerla a cambiare, è senza governo.


Statisti si diventa?

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A quanto pare, Wolfgang Schaeuble e Angela Merkel avrebbero deciso di attraversare il rubicone del federalismo europeo: proponendo un maggiore peso del Parlamento e della Commissione sulle politiche di bilancio degli stati membri dell’Unione, il governo tedesco potrebbe giungere alle elezioni politiche del 2013 forte di un rinnovato prestigio comunitario, e costringerebbe François Hollande ad affrontare  le contraddizioni interne al suo stesso partito. O l’Europa si fa adesso o non si farà mai. E’ possibile che la recente visita tedesca in Grecia e la prossima in Portogallo denuncino una vera assunzione di responsabilità. Servono corsi di ripetizione. Statisti si diventa?


Continuando su questa china

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Non deve ingannare il fatto che Mario Draghi sia riuscito a prendere un po’ di tempo per difendere l’euro. Nel giorno in cui la Corte Costituzionale tedesca si appresta a decidere della bontà dello European Stability Mechanism, sul capo di Angela Merkel pesano la grande manifestazione dell’indipendentismo catalano a Barcellona e la probabile e ineccepibile richiesta di risarcimento per i crimini nazisti da parte della Grecia. L’irresponsabilità e la miopia dell’establishment tedesco sono messi a nudo dalla realtà politica. Quattro anni di austerità teutonica stanno portando l’Europa nel baratro. Continuando su questa china. Di europei non resteranno che i tedeschi.


Statisti si diventa

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Statisti si diventa. Chiusa nell’angolo delle sue contraddizioni dalla destra bavarese e dall’opposizione socialdemocratica, Angela Merkel potrebbe tentare il colpo d’ala e fare l’Europa, prima che i falchi della Bundesbank la prendano per il collo. Se la Cancelliera avrà davvero il coraggio necessario per proporre un nuovo trattato che contempli un bilancio federale, l’unione fiscale e l’autonomia della BCE, allora sarà la Francia a dimenarsi in un malsano complesso di superiorità. Quanto all’Italia, è fondamentale che conservi un governo presentabile a Bruxelles: perché nel momento in cui l’uno o l’altra proporrà di giungere davvero a una federazione, noi dovremo esserci.


L’Europa c’era

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L’Europa c’era. Guardò oltre le stragi naziste e concesse che si tornasse a investire nel carbone e nell’acciaio. Abbracciò Berlino Ovest, per farla sopravvivere. Non si spaventò quando cadde il muro e accettò che gli investimenti necessari per la riunificazione delle due Germanie mettessero sotto pressione franco, lira e sterlina. Poi permise ai tedeschi di sfruttare l’iniziale debolezza dell’euro per favorire le esportazioni di beni prodotti in Germania. Riabilitò l’esercito tedesco e il suo ruolo all’estero. La Grecia comprava carri armati, la Spagna costruiva case coi surplus commerciali tedeschi. Ora che la Germania deve metter mano al portafogli, l’Europa c’è?