Archive for the ‘Tristi Tropici’ Category

La lezione di Roosevelt

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L’attacco di Barack Obama a JP Morgan sembra una risposta fuori tempo massimo. La lezione di Roosevelt. Salvare le banche, punire i banchieri. Più che per l’insufficienza della politica estera, la sua presidenza resterà un’occasione mancata per questa ragione. E’ la frattura sulla quale si sono alimentate le delusioni della sinistra americana, e dalla quale è nata Occupy Wall Street. Se il Presidente degli Stati Uniti d’America si fosse mosso in anticipo, invece, oggi avremmo una democrazia più forte anche in Europa. Ma i conti con chi finanziò la sua campagna elettorale lo intrappolarono. Ora bisogna sperare nel secondo tempo.

->Michael Moore, Capitalism. A Love Story (2009)<-


Se lo riprendano

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Avranno un bel daffare, al Ministero delle Comunicazioni iraniano, per tappare le maglie di Internet: rinunciare a Google e a Gmail è folle quanto privarsi del motore a scoppio ai primi del Novecento. Eppure, il ragionamento sottostante va compreso. Israele e gli USA si appresterebbero ad attaccare l’Iran, mentre i cinesi sono pronti a farsi fornitori di soluzioni alternative: se l’Intranet nazionale iraniana verrebbe realizzata da Huawei, perché Baidu non potrebbe sostituire Google? I router si possono controllare come i cambi delle valute. La speranza è che nessuno attacchi militarmente l’Iran, e che i giovani ci riescano. Se lo riprendano.

->Azar Nafisi (2012)<-


Quale violenza pesa di più?

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Ammettiamo pure che Julian Assange, secondo l’ordinamento giuridico svedese, possa essere stato attore di molestie sessuali nei confronti di due donne. Tuttavia, io non posso non trovare stucchevole l’atteggiamento di alcuni editorialisti italiani, che cancellando il vero oggetto del contendere – la libertà di espressione dei cittadini nei confronti dei governi e degli eserciti – finisce per identificarlo con l’immagine di uno stupratore seriale che vuole sottrarsi alla giustizia. Ora, siamo davvero sicuri che nella civilissima Svezia nessun solerte agente dei servizi segreti si presterebbe ad una comune ed innocua procedura di extraordinary rendition? Quale violenza pesa di più?

->Julian Assange – Discorso all’Ambasciata dell’Ecuador (2012)<-


Socialismo, parola doppia

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Il 25 novembre 1956, mentre lo yacht Granma salpava alla volta di Cuba con a bordo Ernesto Guevara, Imre Nagy era prigioniero nelle carceri rumene di Nicolae Ceausescu. Per le strade di Pest bruciavano ancora le facciate delle case, sventrate dai carri armati sovietici. Gli Ungheresi, che erano scesi in piazza in nome del socialismo, subivano l’onta dell’invasione straniera. I Cubani, che erano pronti a ribellarsi in nome della libertà, avrebbero sconfitto le multinazionali americane per finire nelle braccia di Mosca. Oggi l’Ungheria soffoca in una dittatura di destra, mentre Cuba è la parodia di se stessa. Socialismo, parola doppia.

->Ernesto Che Guevara – Discorso alle Nazioni Unite (1956)<-


Studiamolo

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In Paraguay è in corso un colpo di stato. Il destino di Fernando Lugo, presidente posto sotto empeachment per ragioni di ordine pubblico, ci riguarda più di quanto possiamo pensare. In primo luogo, perché la posizione che verrà assunta dagli Stati Uniti potrebbe segnare un secolo di relazioni internazionali in America Latina: se Barack Obama appoggiasse il colpo, lo farebbe contro i governi di Argentina, Brasile, Venezuela, Cile e Uruguay. In secondo luogo, perché uno scenario ‘paraguaiano’ potrebbe presto diventare plausibile in Europa: la sinistra prende il potere sulla base del malcontento popolare, ma il palazzo se lo riconquista. Studiamolo.


Sono tristi tropici

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Lungo le strade di Berna si muove un messaggio. Non abbiamo ancora cominciato, lo faremo presto. La fragilità del mondo è un treno a cremagliera. Sferraglia nel precipizio, ma è saldato ad un àncora. Gli artisti hanno uno sguardo diverso sul riscaldamento globale: la crisi dei consumi ci aiuterà a ridistribuire le risorse in modo più efficiente. La creatività ci cambia. L’Amazzonia inventerà i suoi monili ecosostenibili. I pesciolini d’oro del capitano Buendìa. Maria Rebecca Ballestra e Luca Coclite lo raccontano in Journey into Fragility. Lecce è scesa nei Docks Dora – a Torino – per raccontarlo. Sono tristi tropici.


Che il mondo cola

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Osservo un soffio di silicio sbriciolato. Lì si consuma la mia volontà. Si riempie di voce, scrive parole. Rincorre un corpo etereo. La distanza ferisce, uccide in un gorgo di sabbia. Mi chiama ossessiva in una doppia coscienza. E’ l’inganno degli ultimi giorni. La ricerca di una sentenza che non verrà. Un ragno percorre lo schermo. Cerca un buco per lambire le mie viscere. Rigonfia bollori assopiti nel fondo del corpo. Esploderanno di rabbia fra miste immagini di civili uccisi. Il grido di un cavallo caduto. L’orrore eterno di due labbra finte. E tutto il sangue. Che il mondo cola.