Archive for the ‘Torino Non Muore’ Category

Torino pensa

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Torino pensa. Si chiede se l’uomo fermato dalla polizia è l’attentatore di Alberto Musy. Alla lettura delle notizie di stampa, l’immagine del consigliere dell’UDC si delinea con chiarezza come quella di un cittadino che rifiutò di concedere spazio al compromesso con un interlocutore equivoco. Dall’altro lato, e ferma restando la presunzione d’innocenza, il profilo dell’indagato suscita l’incubo di un’area grigia in cui – come già emerso con l’inchiesta Minotauro – la malavita indossa il colletto bianco e si insinua pericolosamente nelle istituzioni. Ed è lì che dobbiamo interrogarci. Il cancro si annida nell’indifferenza: se non riflette la città è finita.


Tornarono in 21

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Cosa ricorda la città? Da Torino furono deportati 246 ebrei. Uscivano dalle Carceri Nuove alle prime ore del mattino, e attraversavano il deserto di Corso Vittorio Emanuele II. Li caricavano sui carri bestiame insieme ai prigionieri politici. Cinquanta o settanta per volta. Loro consumavano gli occhi nel bruciore: cercavano di scorgere qualcosa, un’ultima immagine di casa. Attraverso le pareti del vagone. Oggi li ricorda una lapide: “Partirono da questa stazione / i deportati politici per i campi di sterminio nazisti / A chi rimaneva lasciarono la consegna / di continuare la lotta contro il nazifascismo / per l’indipendenza e la libertà”. Tornarono in 21.

Nuvole ad alta velocità. / @danieledantonio @muuffa

->Nuvole ad alta velocità<-


E’ vita vissuta

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Vago con una sedia sulle spalle, prima che la neve cada. Mi ci siedo sull’autobus, forzo i blocchi della metropolitana. Il gesto è così rivoluzionario che mi guardano anche i cani. Poi è tutto un leggere e sudare. Fermi, in mezzo all’incrocio. Siamo spalle al muro col futuro. Sembriamo gli uomini dei boschi, ma non è una distopia. E’ vita vissuta. Il sorriso di un vecchio che non sa, una donna che ripete l’ossessione di un mantra cattolico. Io che mi guardo alo specchio, e cerco di riconoscermi sotto la lana. La follia disarcionata dal sudore. Pagine che non scriverò.

#OccupyShahrazad Tra poco flash mob per la biblioteca di San Salvario

->Torino, San Salvario – Biblioteca Shahrazad<-


Totem e tabù

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Le primarie del Partito Democratico a Torino si sono aperte sotto un pessimo auspicio. Sandro Plano, Presidente della Comunità Montana Val di Susa e Val Sangone, è stato escluso dalla lista dei candidati perché otto firme delle quattrocento necessarie appartenevano a persone iscritte al partito da un solo anno. Al di là dei vincoli formali, discutibili ma oggettivi, a colpire è l’accanimento con il quale il PD esclude a priori la possibilità di dissenso interno sul TAV Torino-Lione. Totem e tabù. L’impressione è che il PD continui a fare di tutto per perdere la Val di Susa. E il Paese.

Torino Porta Susa

->Torino, Porta Susa<-


Si paga in conflitto

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I tagli all’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario hanno fatto di molti studenti poveri dei veri senza tetto. La diseguaglianza con cui la crisi morde si manifesta barbaramente, perché nega l’accademia ai meno abbienti, uccide la speranza. Intendiamoci, in presenza di illegalità gli sgombri vanno fatti: uno Stato parallelo non può esistere. Però colpisce la violenza delle forze dell’ordine. E stupisce la mancanza di alternative. Le fasce di reddito vanno rimodulate, i figli dei ricchi devono pagare una casa ai figli dei poveri. Ora gli studenti occuperanno l’Università: rifiutarsi di ascoltare ha un prezzo. Si paga in conflitto.

->Torino, 30 ottobre 2012 (You Reporter)<-


Il futuro non è finito

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“Sia chi prende le decisioni che chi le avversa, in realtà, le periferie non le conosce.” Condivido pienamente l’analisi che – intervistato su Linkiesta da Paolo Stefanini –  Luca Davico fa di Torino. Nero su bianco, i dati dimostrano ciò che molti torinesi ormai si confidano tra loro delusi, senza riuscire a trovarne mai riscontro sulla stampa. La FIAT è un macigno, lo sport e la cultura non rimpiazzeranno la metalmeccanica, la speculazione edilizia ha violentato le spine e prodotto una bolla che prima o poi scoppierà. Il futuro non è finito. Ma bisognerà ricostruirlo sulle macerie esangui della politica.

->Rino Gaetano – Fabbricando case (1978)<-


La violenza dei suv

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La violenza dei suv. Mentre a Reggio Emilia sono in corso gli Stati Generali della Bicicletta, la Città di Torino e la Regione Piemonte patrocinano Missione Auto, una manifestazione passatista secondo cui “invece di riempire forzatamente le città di piste ciclabili, spesso inutili e pericolose, sarebbe meglio rattoppare i buchi nelle strade, migliorare la segnaletica, realizzare parcheggi sotterranei”. Non voglio cedere alla demagogia, dicendo che a Torino nulla si sta facendo per la bicicletta, ma me lo chiedo francamente: l’adesione della Città alla campagna #Salvaiciclisti è stata un’operazione pubblicitaria o significa davvero qualcosa? Piazza Vittorio ha diritto a una risposta.

->Radio Bici – Piero Fassino (2012)<-