Archive for the ‘Europa Familiare’ Category

Per salvare l’euro

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La pistola è carica. Nelle prossime settimane Angela Merkel può uccidere l’Europa. A decidere della sua colpevolezza sarà il tribunale della Storia: non le verranno comminate pene; resterà la vittoria morale di uomini come Paul Krugman, che da tempo la accusano di egoismo e accidia. Per noi verrà presto un momento decisivo, in cui la Banca Centrale Europea dovrà decidere se è disposta a stampare denaro in misura illimitata. Per salvare l’euro. La classe dirigente europea sino ad ora ha mostrato la sua inadeguatezza. Resta la speranza che la catastrofe la mostri grande. Ma i burocrati non sono grandi improvvisatori.


Prima che muoia

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Angela Merkel invoca la durezza. Bisognerebbe ricordarle che le tracce del rigore imposto all’Europa sono ancora vive. Il fascismo italiano e il nazismo tedesco non nacquero forse dalla durezza della Prima Guerra Mondiale? La barbarie dell’olocausto e l’agonia sovietica post-bellica in Europa Orientale non furono forse rigore? La deflazione che il ricco Nord vuole imporre all’Europa del Sud riprodurrà gli stessi germi. L’euro sopravviverà fino alle elezioni politiche tedesche della primavera 2013? Gli europei dovrebbero chiedere alla cancelliera di fare un viaggio nella memoria, tornare nella DDR. E a Budapest, per fare due chiacchere con Laszlo Csatary. Prima che muoia.


I mercati morderanno

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Mario Monti ha conseguito un importante successo diplomatico: non per l’Italia, ma per l’Europa. Il serpentone anti-spread ora esiste, almeno sulla carta. Ciò non significa che basterà: il fatto che il suo meccanismo di mantenimento non potrà attivarsi in modo automatico lo rende poco credibile, servirà ben altro. I mercati morderanno. Tuttavia, si è innescato un processo politico nuovo: all’asse Francia-Germania si sta sostituendo un asse Francia-Italia-Spagna. Ora resta da capire se Hollande, Monti e Rajoy riusciranno davvero a tenere Angela Merkel nell’angolo, sino a quando sarà chiaro a tutti che l’austerità senza crescita uccide il malato, fingendo di curarlo.


Insomma, quando firmerà?

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Non sono un economista. E nella proposta di serpentone anti-spread avanzata da Mario Monti vedo soprattutto un intelligente gesto politico. Di fatto, è un modo per conferire ufficialmente alla Banca Centrale Europea un potere che oggi non ha. Si ripropone, sul piano della gestione finanziaria degli Stati, il modello del Sistema Monetario Europeo, che sul piano monetario fu il presupposto per l’introduzione dell’euro. Oggi il serpentone, domani il consolidamento dei debiti pubblici europei, sembra dire Monti. Lo SME non era inattaccabile: l’Italia nel 1992 dovette uscirne. Eppure, accettando questa proposta Angela Merkel dimostrerebbe di volere davvero l’Europa. Insomma, quando firmerà?


Torneranno gli autarchici

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Ammesso che i Greci riescano a formare un governo, le elezioni di ieri sono un monito per la Sinistra europea. Ha fallito il Pasok, che collassa nel momento in cui si dimostra corrotto e incapace di riformare il paese. E ha fallito Syriza, perché è illusorio pensare di vincere sconfessando l’iniquità della troika senza saper proporre un progetto di governo alternativo. Il Pasok come il PD, SEL come Syriza. L’unico modo per salvare l’Europa è costruire subito una vera sinistra federalista: governo, debito, esercito, scuola e sanità in comune. Altrimenti, quando anche la destra avrà fallito, succederà. Torneranno gli autarchici.

->Nanni Moretti, Io sono un autarchico (1976)<-


Bisogna tenersi forte

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I giornali tendono a sovrastimare le divisioni fra i paesi europei. E’ come parcheggiare l’auto: per non urtarne un’altra devi temere di essere a un passo dal farlo. Eppure, i toni catastrofici denunciano un fatto. La posizione della Germania di Angela Merkel assomiglia a quella della Francia di Charles De Gaulle durante la crisi della sedia vuota. Oggi l’Europa paga il prezzo di un allargamento impostole dalla Storia prima che potesse consolidarsi. Il risultato paradossale, come spiega Mario Pianta su Micromega, è che i mesi più decisivi delle nostre vite si svolgeranno sotto la presidenza di Cipro. Bisogna tenersi forte.


L’Europa cade

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La piscologia dei popoli sembra plasmare la storia più di quanto non possano farlo gli uomini stessi. L’Europa cade. I tedeschi la conducono irremovibili verso il disastro. I francesi credono ottusamente di averne il controllo. Gli italiani pregano penitenti di giorno, ma fottono di notte. Gli inglesi se ne lavano elagantemente le mani. Gli spagnoli gozzovigliano sulle proprie disgrazie. I portoghesi fanno quel che gli pare. I polacchi, inascoltati, gridano al disastro imminente. Gli olandesi restano incapaci di darsi un’identità. I belgi si scannano mentre muoiono. I cechi soffiano sul fuoco. E poi loro, i greci inspiegabili: vittime, e carnefici.