Archive for the ‘Europa Familiare’ Category

Cosa significa Europa?

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Cosa significa Europa? Il nostro continente non è mai stato unito, e oggi vive il paradosso di cercare l’unione in un’era in cui ormai la sua storia è priva di significato fuori dal contesto mondiale. E’ questo il ragionamento che sottende Europe, un agile saggio in cui J.M. Roberts – nell’ormai lontano 1996 – delinea in settecento pagine la successione di fatti che abbiamo vissuto dalla preistoria ad oggi. Il futuro non dobbiamo cercarlo né in Carlo Magno né in Napoleone. Se l’Unione Europea ha un senso, bisogna continuare a cercarlo nella volontà di evitare altre inutili guerre.

Cosa significa Europa?

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Germania felix?

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Germania felix? Il Paese che ieri ha incoronato Angela Merkel è lo stesso che affama più o meno inconsapevolmente gli altri cittadini europei, negando ai paesi del Mediterraneo un piano Marshall continentale che li aiuterebbe ad uscire dalla crisi. E’ la nazione che per tre volte – 1871, 1914 e 1939 – cercò di soggiogare la Francia e, con essa, l’Europa intera. Certo, oggi è un Paese pacifico e riconquistato alla democrazia. Eppure, il fuoco cova sotto la cenere. E noi oggi ci ritroviamo, come cento anni fa, a temerne la dittatura. L’Unione Europea è un sobborgo della capitale tedesca.

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Dubbio ferroviario

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Dubbio ferroviario. Ieri Bretigny-sur-Orge, oggi Santiago de Compostela. Ho il timore che l’austerità europea abbia cominciato ad aggredire uno dei pilastri del sistema pubblico dell’Unione. Da un lato, i progetti infrastrutturali pianificati per il futuro – come il TAV Torino-Lione, – non raccolgono la fiducia dei cittadini che dovrebbero fruirne. Dall’altro, la sicurezza delle reti esistenti mostra tutti i suoi limiti. Il processo per l’incidente di Viareggio dovrebbe ricordarci che in Italia le ferrovie non versano in condizioni migliori. Gli Europei cominciano a chiedersi se fra le misure per rilanciare l’economia non debba esserci. Un piano per la sicurezza ferroviaria.

Dubbio ferroviario

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Bismarck ride di gusto

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Bismarck ride di gusto. Là dove non riuscì la violenza di Adolf Hitler riuscirà l’Unione Cristiano Democratica di Angela Merkel. Dal 1989 a oggi, imponendo a tutta l’Europa bassa inflazione, bassi tassi di interesse e bassi salari, la Germania si è garantita un alto livello di investimento interno e ha gonfiato a dismisura le proprie esportazioni. Tradotto in soldoni, i Tedeschi strappano ogni giorno terra, capitale e lavoro agli altri popoli dell’Unione Europea. Questa cosa ha un nome. Si chiama imperialismo. La conseguenza è inevitabile: se la Germania non rinuncerà alla follia dell’austerità, i porci non potranno che uscire dall’Euro.

Bismarck mi mette inquietudine

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La libertà nasce dal basso

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E’ troppo illudersi di una ‘primavera araba’ in Turchia, se non in senso egiziano. Un piede in Europa e l’intero corpo in Asia. Se la protesta urbana avrà successo, sarà perché a un certo punto l’esercito deciderà di prendere la situazione in mano. Lo farà rovesciando la leadership musulmana di Recep Tayyip Erdogan per imporre la laicità dello Stato, senza necessariamente allargare le garanzie democratiche di chi oggi si ribella. I giovani sono la vera speranza. In Turchia come in Iran, l’unica cosa che conta è evitare di introdurre ingerenze straniere nei processi in atto. La libertà nasce dal basso.


Il dramma cipriota

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Ognuno di noi sta sottovalutando. Il dramma cipriota. Reciclando denaro sporco nel Mediterraneo, i Russi sono riusciti a chiudere l’Europa in un dilemma irrisolvibile: se Cipro sistemerà i conti prelevando forzosamente il denaro dai conti dei suoi cittadini sarà rivolta; se il Parlamento di Nicosia sceglierà la bancarotta creerà un precedente assoluto. Dimostrerà che uscire dall’euro è possibile, e nutrirà gli europei del Sud con l’idea che è possibile risollevarsi generando una catastrofe. In un modo o nell’altro, la Germania sarà costretta a fare i conti con la propria miopia austeritaria. L’Italia, che dovrebbe convincerla a cambiare, è senza governo.


Statisti si diventa?

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A quanto pare, Wolfgang Schaeuble e Angela Merkel avrebbero deciso di attraversare il rubicone del federalismo europeo: proponendo un maggiore peso del Parlamento e della Commissione sulle politiche di bilancio degli stati membri dell’Unione, il governo tedesco potrebbe giungere alle elezioni politiche del 2013 forte di un rinnovato prestigio comunitario, e costringerebbe François Hollande ad affrontare  le contraddizioni interne al suo stesso partito. O l’Europa si fa adesso o non si farà mai. E’ possibile che la recente visita tedesca in Grecia e la prossima in Portogallo denuncino una vera assunzione di responsabilità. Servono corsi di ripetizione. Statisti si diventa?