Archive for September, 2013

Cosa significa Europa?

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Cosa significa Europa? Il nostro continente non è mai stato unito, e oggi vive il paradosso di cercare l’unione in un’era in cui ormai la sua storia è priva di significato fuori dal contesto mondiale. E’ questo il ragionamento che sottende Europe, un agile saggio in cui J.M. Roberts – nell’ormai lontano 1996 – delinea in settecento pagine la successione di fatti che abbiamo vissuto dalla preistoria ad oggi. Il futuro non dobbiamo cercarlo né in Carlo Magno né in Napoleone. Se l’Unione Europea ha un senso, bisogna continuare a cercarlo nella volontà di evitare altre inutili guerre.

Cosa significa Europa?

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Le prede sono colpevoli

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Le prede sono colpevoli. Da Telecom ad Alitalia, il capitalismo privato in Italia ha tradito completamente la sua missione: negli anni ‘90 la politica stabilì che le grandi famiglie dovessero sostituirsi allo Stato nella gestione delle maggiori imprese pubbliche, annegate nella corruzione. Venti anni dopo, la politica si accorge ormai sconfitta che gli imprenditori privati quelle aziende le hanno svuotate, per rivenderne le carcasse e i debiti agli stranieri. “Penso oggi che la politica registri con molto ritardo cose che, per altri canali, la società manifesta, e penso che spesso la politica compia operazioni abusive e mistificanti” (Italo Calvino, 1980).

Le prede sono colpevoli

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Bastardi senza gloria

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Bastardi senza gloria. Si fa presto a dire che in Italia la produttività del lavoro è bassa. Proviamo a rovesciare il ragionamento. Come si sente un lavoratore che incrementando la produttività del proprio impiego comprende di non poter usufruire dei benefici che produce? Lavorare efficientemente, migliorare un processo produttivo, spesso non significa migliorare il proprio lavoro. Più semplicemente, significa vedere scomparire le persone che ci lavorano accanto, in nome di un non precisato imperativo di contenimento dei costi. Tutto ciò assomiglia all’eutanasia. Di fronte a queste sensazioni, un cittadino vorrebbe fare domande alla propria classe dirigente. Ma se ne guarda.

Bastardi senza gloria

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Germania felix?

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Germania felix? Il Paese che ieri ha incoronato Angela Merkel è lo stesso che affama più o meno inconsapevolmente gli altri cittadini europei, negando ai paesi del Mediterraneo un piano Marshall continentale che li aiuterebbe ad uscire dalla crisi. E’ la nazione che per tre volte – 1871, 1914 e 1939 – cercò di soggiogare la Francia e, con essa, l’Europa intera. Certo, oggi è un Paese pacifico e riconquistato alla democrazia. Eppure, il fuoco cova sotto la cenere. E noi oggi ci ritroviamo, come cento anni fa, a temerne la dittatura. L’Unione Europea è un sobborgo della capitale tedesca.

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Ieri a Verona

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Ieri a Verona. Si sono date appuntamento due intolleranze. Quella dei leghisti e della curia per gli omosessuali, malati da curare e peccatori secondo il vescovo e il sindaco della città. Quella di Forza Nuova per i froci, colpevoli di attentare al mito della virilità dei fasci. La stampa italiana è riuscita a perdersi sia l’una sia l’altra. E ha pure perso il corteo delle centinaia di giovani che hanno sfilato per le vie della città cercando di opporsi ad un’amministrazione pubblica che sente il bisogno di organizzare un convegno a porte chiuse per riportare il Veneto nel Medio Evo.

Ieri a Verona

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Prudenza e speranza

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Prudenza e speranza. “L’era dei feudi di sangue è finita”. Hassan Rohani interviene sul Washington Post per spiegare il suo approccio alle relazioni internazionali. Dall’energia nucleare alla guerra in Siria, il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran manda un segnale di pace agli Stati Uniti.  Al paese i cui servizi segreti hanno ammesso di ordito il golpe che nel 1953 depose il governo di Mohammed Mossadeq. Per noi, l’Iran è un paese canaglia: così lo descrive la retorica imperiale americana. Dovremmo invece ricordarci che l’Iran è la Persia, contesa nel Novecento da russi, britannici e turchi. I suoi giovani vogliono libertà.

Prudenza e speranza

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Discorsi d’odio*

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Vedo spesso la falsa citazione «non sono d’accordo con quello che pensi, ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo» attribuita a Voltaire. È una trappola pericolosa. Io dovrei immolarmi perché tu possa dire che i neri sono razzialmente violenti? Sguainare la spada perché tu possa scrivere che gli ebrei, qui, non possono entrare? O dovrei tacere se la craniologia tornasse in auge a definirmi un genere inferiore? Se le opinioni sono violente la libertà non dev’essere infinita. Se tu pensi che l’omosessualità sia una malattia, io mi farò in quattro per impedirti di mentire.

Discorsi d'odio

->Colata chimica OGR<-

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Di Giulia Sciannella (@muuffa)