Archive for August, 2013

Settemila bambini uccisi

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Settemila bambini uccisi. Chi dovrebbe impedirlo? Non sappiamo chi abbia fatto uso di armi chimiche. L’Iraq e l’Afghanistan suggeriscono che probabilmente un intervento militare americano produrrebbe altri morti fra i civili, senza avvicinare il popolo siriano alla democrazia. I civili vanno protetti, e il mondo si trova davanti ad una nuova Bosnia; oggi la Siria può salvarla soltanto l’ONU, lo sforzo deve essere in primo luogo diplomatico. Americani, Europei, Russi e Cinesi dovrebbero entrare insieme via terra in Siria indossando i caschi blu, e col potere riconosciuto di sparare per difendere i civili. Impossibile, ma ogni alternativa sarà di sangue.

Settemila bambini uccisi

->La notte dell’Apocalisse<-


Il tamarro danza

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Il tamarro danza. Ondeggia invecchiato sul marciapiedi, fuori dal bar. Le note scomposte di un’orgia musicale lo percuotono febbrilmente. Qualcuno lo insulta da una seggiola del locale. Lui suda, struscia la canottiera sulle labbra. Grida un porcoddio e un diofa. Lo spettacolo continua, senza pubblicità. L’asfalto si sbriciola sotto le scarpe, mi corrode le labbra con un macilento odore di gomma. E’ la strada che puzza. Io la attraverso con lo sguardo al cielo, mi smarrisco alla ricerca di uno stormo di migratori. Dispiegano le ali sull’inferno della periferia. Volteggiano irrequieti verso Sud. Abbandonano l’Italia, partono tutti senza di me.

Il tamarro danza

->Il cielo, sotto Torino<-


Berlusconi su Berlusconi

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Berlusconi su Berlusconi. Se il Governo Letta cadrà, non si porterà dietro la fine della legislatura. I deputati e i senatori del Popolo della Libertà ormai sono consapevoli che la carriera politica di Silvio Berlusconi è finita. Alcuni urlano più forte degli altri, ma lo fanno con l’obiettivo di prepararsi un futuro. L’Italia, infatti, resterà berlusconista – ovvero fascista – perché lo è culturalmente. Dall’altro lato dello spettro, il Partito Democratico fibrilla ma non si incendia. A governare con la Destra ormai ci ha preso gusto. Il Re dal Quirinale porta a spasso entrambi i cani. Il rosso, il nero.

Berlusconi su Berlusconi

->Benvenuti in porta smeralda<-


Gianni Vattimo ha ragione

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Gianni Vattimo ha ragione. Ricondurre il Movimento No Tav sotto l’etichetta del terrorismo non è solo scorretto, ma è anche sciocco. Si possono condividere o meno le azioni ‘fisiche’ intraprese talora dai manifestanti: ad esempio, io penso che gli assalti notturni alle reti siano controproducenti. In ogni caso, tacciare di eversione chi si limita a non accettare che il proprio territorio venga brutalizzato da un’opera devastante e inutile è miope. Negli anni abbiamo visto le ragioni a favore del Tav sbriciolarsi una dopo l’altra nelle coscienze dei cittadini di Torino. A credere nell’opera sono rimasti solo coloro che la realizzerebbero.

Gianni Vattimo ha ragione

->Cisterna ferroviaria<-


Viaggiare con Trenitalia

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Viaggiare con Trenitalia. Significa scoprire che per il tuo treno è stata prevista una soppressione programmata per lavori di manutenzione della linea, ma i tabelloni elettronici della stazione decidono di avvisarti a soli cinque minuti dalla partenza. Certo, sul sito fsnews.it è annidato un file .pdf. Ti spiega che potrai utilizzare per la tratta soppressa un treno di categoria superiore: peccato che in biglietteria non ne sappiano nulla e non te lo dicano. Così sarai costretto a prendere il treno successivo, a sua volta in ritardo. Magari fosse un problema di comunicazione: abbiamo dei treni, non un servizio ferroviario.

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->Coincidenze perdute<-


La finta ripresa

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La finta ripresa. Mentre i giornalisti di tutta Italia si affannano a descrivere una ripresa che non c’è, sarebbe meglio chiedersi perché mentre Germania e Francia ricominciano a crescere il nostro Paese resta fermo al palo. Il primo problema è la fiducia. Né i giovani né gli immigrati, le due forze sociali che potrebbero farlo cambiare, credono nel governo di Enrico Letta. Perché è ripiegato su stesso, come la stragrande maggioranza dei governi che lo hanno preceduto. Corteggia Comunione e Liberazione, ma ignora i luoghi in cui si decide il suo futuro: dal disincanto delle università alla desolazione delle fabbriche.

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Immigrazione è lavoro


La donna senza un braccio

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La donna senza un braccio. Entrò nel ristorante e ci guardò. Era colma di umana compassione. Sedette al centro della stanza appoggiata ad un lembo di un tavolo quadrato. L’uomo che era con lei sorrise, lei ricambiò. Trascorsero la sera mano nella mano, guardandosi con occhi innamorati. Nulla poté scalfire quella certezza. Noi tutti, che inizialmente l’avevamo guardata con sprezzante pietà, ora eravamo costretti ad ammetterlo. Spinti a compatirla, non potevamo che osservare in lei ciò che a noi mancava: la muta consapevolezza che l’amore vince.  Anche quando non ci pare possibile, anche quando non ci è rimasto che quello.

La donna senza un braccio

->Il ristorante e i cinesi<-