Archive for April, 2013

Viva, la lettura

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Immaginando #Leucò come una piazza in cui ognuno indossa una frase, e vaga alla ricerca del mito con al collo una macchina fotografica o una penna, Isolaria Pacifico (@Isopaci) ha colto il senso dell’esperimento che abbiamo condotto su Twitter. Ne ha colto anche le debolezze, a partire dalla difficoltà dei numeri. Confrontarsi con decine di migliaia di messaggi è cosa sovraumana. Eppure, credo che l’importante sia proprio non montarsi la testa. Quando giocano, i bambini sanno godersi il momento. Se poi l’esperimento è riuscito, forse è proprio perché la comunità dei riscrittori ha compreso che stavamo giocando. Viva, la lettura.


Inequivocabilmente altrove

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Twitter è “cazzeggio all’ennesima potenza”? Su Repubblica, Emilio Marrese descrive il profilo alcuni tweeps italiani per generalizzare il fenomeno, finendo per ridurre sommariamente le caratteristiche di questo strumento alla pura dimensione relazionale. Mi spiace non essere d’accordo: anche se la componente relazionale è forte, il valore aggiunto di Twitter nel social web è dato piuttosto dal prevalere del contenuto sulla chiacchera. In questo caso, non credo che si tratti di una difesa corporativa fine a se stessa: la mia impressione è che gli intermediari di oggi non si accorgono del fatto che gli intermediari di domani stanno nascendo. Inequivocabilmente altrove.


Restaurazione

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Restaurazione. Il Governo che giurerà oggi sulla Costituzione della Repubblica non sarà un agente di cambiamento. E’ chiamato a normalizzare il Paese, fin dalla sua composizione. Garantirà a Silvio Berlusconi una sostanziale immunità, a fronte dei processi nei quali è imputato. Imporrà le politiche di austerità definite in sede europea. Mitigherà la dinamica salariale e gestirà le crisi industriali che verranno. Di fatto, rappresenta l’ultima ridotta di un sistema politico in pieno disfacimento. Come nel biennio 1992-1994, l’aspirazione al cambiamento di un intero popolo sta per essere sedata dal sistema di interessi e poteri già costituito. Ci aspettano mesi difficili.

Torino - Vivere nel disgusto

Vivere nel disgusto


#Costweetuzione

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Cosa accade se qualcuno ha una buona idea? Gli altri la seguono. Vanessa Roghi (alias @VaniuskaR) poche settimane fa ha poposto una rilettura collettiva della Costituzione su Twitter. #Costweetuzione. I reduci di #Leucò, a quanto pare, non aspettavano altro. E’ così che il 25 aprile, complici @AsinoMorto nel ruolo di mattatore e @paolocosta, @marcostancati e @Isainghirami in quello di detonatori, abbiamo assistito a una raffica di un migliaio di tweet in poche ore. Mentre da Valdivilla echeggiava @FenoglioBeppe, a chiudere la filiera come sempre ha pensato @udieci con un bel tweetbook. Insomma, se non è Resistenza questa. Poco ci manca.


Le domande sono troppe

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Giovedì 16 e domenica 19 maggio saremo al Salone del Libro di Torino. Pierluigi Vaccaneo, Paolo Costa ed io racconteremo #Leucò e incontreremo molte delle persone che lo hanno reso possibile, insieme agli amici di U10. Sarà un’occasione per riflettere, discutere e raccogliere le forze in vista di un nuovo progetto di twitteratura. Rilettura e riscrittura di un’opera letteraria su Twitter. Gli editori non riescono a differenziare la propria offerta? Gli Italiani leggono meno degli altri cittadini europei? Quali format di comunicazione letteraria e pubblicitaria sono possibili nell’ambito instabile dei social network? Le domande sono troppe. Aiutateci a cercare risposte.


L’alternativa?

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Perché la Costituzione della Repubblica Italiana vieta la ricostituzione del Partito Fascista? Alcuni sostengono che il reato di apologia del fascismo sarebbe in contraddizione con i principi del liberalismo. Non sono né filosofo né costituzionalista, ma ho una mia idea. La Costituzione non può accettare il fascismo proprio perché il fascismo nega a priori l’eguaglianza (art. 3) e la libertà di espressione (art. 21). Non solo il fatto è storicamente dato in Italia, a partire dalla Marcia su Roma (Lussu); ma al tempo stesso la Costituzione garantì comunque a tutti eleggibilità e diritto di voto. L’alternativa? Ricominciare la guerra civile.


Fu occluso odore di fogna

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Podmaniczky Frigyes ter. Era l’inizio di un viaggio cominciato su un sudicio banco di scuola. L’avevo abbandonato da vecchio, in un secco pomeriggio di primavera. Avevo deciso di non consumarlo da solo. Era bastato riempire le sdrucite cuciture di uno zaino perché Gaspare mi seguisse. Fu la ricerca di una radice lessicale, il fiato disperso di un oblio liberty. Ebbe il rumore di auto che rotolavano fra polverosi cantoni, consumando nascosti acciottolati: un occluso odore di fogna. Respirò su alberi e dehors montati lungo i tetti. I ferri arrugginiti non puzzavano di piscio padano. Racchiudevano il sangue sporco di Budapest.