Archive for March, 2013

Cerca un futuro

No Comments »

Torino ha un’eccellenza. Il suo nome è SAM, lo Street Art Museum che Carmelo Cambareri e i ragazzi di Border Land hanno concepito nel vecchio zoo del Parco Michelotti. Sessanta artisti coinvolti in Italia e all’estero, un libro autoprodotto e decine di edifici fatiscenti resuscitati dalle ombre di un parco che pareva morto. Accade in una città che non sa come innovare, senza investimenti privati e con l’entusiasmo dei giovani del Sud che al Nord studiano e si guadagnano il pane. Ora SAM ricorre al crowdfunding. Cerca un futuro. E’ bene che Torino lo sappia, prima che perda un’altra opportunità.

SAM - Street Art Museum #Torino

->SAM – Street Art Museum


E qui sta il trucco

No Comments »

Il bispensiero di Beppe Grillo ‘formatta’ la coscienza dei capigruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato. Se uno di questi concede una minima apertura alla formazione di un governo di tecnici, il monarca pentastellato brandisce la clava del suo blog e Internet per negarla. E qui sta il trucco. Anziché smentire i caporali del suo esercito, il dittatore in pectore – lamentando la mancanza di libertà di stampa in Italia – attacca proprio i giornalisti capaci di sconfessarlo. Del resto, “i sovrani di ogni era hanno cercato di imporre una falsa visione del mondo ai loro seguaci” (George Orwell).


Io siedo sul muretto

No Comments »

La strada è gonfia d’acqua. Difende le colline con le barbe degli alberi. Si ergono marroni nella penombra. Filtrano le luci di un paese in festa. La sabbia corre oltre il dirupo. Riempie le orecchie di un sibilo orgiastico. L’antico monastero affiora dalla roccia: due donne lo accarezzano guardando nell’abisso. Io siedo sul muretto. Comincio a ricordare i passi che mi hanno condotto sulla vetta. Lo stomaco si gira in basso. Vorrebbe divorare pane. All’apice di ciò che cercavo era forse il nulla? La realtà si ricompone di pelle sparsa. E’ sangue verde di palude. Le parole che non dico.


Alzo lo sguardo

No Comments »

Alzo lo sguardo. Nell’ultimo ventennio la borghesia italiana si è ripiegata su stessa, ha impedito al Paese di crescere sfruttando antiche rendite di posizione. Percorrendo questo scopo, di fatto, è riuscita a delegittimare sia il sistema politico sia il sistema economico. Impedendo la ridistribuzione della ricchezza ai più giovani e ai più poveri, ha finito per farsi travolgere da un’orda ignorante che fa di tutta l’erba un fascio. Quando questa avrà preso il potere tutto per sé, scopriremo che nel frattempo il Gattopardo l’avrà piegata ai suoi interessi, e permeata a tal punto da far sì che non cambi nulla.


Il palo trema

No Comments »

Gli operai smontano il ponteggio. Affastellano voci in un dialogo sconosciuto. Sovrappongono verbi africani e attributi balcanici. Uno corre nel vuoto con una carriola, un altro passeggia sorbendo una punta di sigaretta. Il palo trema. E’ il simbolo dell’angoscia del sonno. Le mani che non si muovono, una porta che si apre minacciosa. L’incapacità di svegliarsi. L’aria si gonfia oltre il balcone. Uno schizzo di vernice blu cade sulla strada. I fogli mi escono dalle tasche. Le ore si consumano sulla sedia. Io resto immobile a osservare il parco. Il respiro dei fiori bianchi. E la gola che si secca.


E siamo dannati

No Comments »

Maria Elena Troppan aveva 39 anni, due figli. E’ morta ieri, stritolata da una macchina nell’azienda tessile in cui lavorava. Un maglione largo le sarebbe costato la vita. Lo so anche io che queste cose non fanno notizia: restano nella cronaca locale, per il semplice fatto che sono troppo frequenti. Eppure, se la vita di una donna che lavora vale meno del maglione che indossa, allora significa che dal Settecento ad oggi non è cambiato molto. Abbiamo soltanto perso un Charles Dickens che ne faccia un romanzo. Dovremmo combattere tutti i giorni, invece preferiamo restare al caldo. E siamo dannati.


Un pezzo di sé

No Comments »

#Leucò smembra Pavese? Se lo chiede – opportunamente – Marta Traverso. Tecnicamente, una ‘riscrittura’ su Twitter è proprio questo. Rompere la trama di un tessuto per osservarne le singole parti. Una ricerca delle particelle elementari. E’ nel provare a ricostruirle, da lettori attenti, che si poi stabiliscono nuovi percorsi di senso. L’autorità del modello, proprio perché alto, non patisce la contaminazione. Direi anzi che la cerca. Il testo, appoltigliato in immagini pop – dalla musica al cinema – ritorna eguale a se stesso nell’opera madre. La differenza è nei lettori, che alla fine lo sentono. Un pezzo di sé.