Archive for December, 2012

Camminare

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“I nostri veri nomi oggi sono i soprannomi. Conoscevo un ragazzo che per la sua forza straordinaria veniva chiamato ‘Buster’ dagli amici, e il soprannome aveva giustamente sostituito il nome di battesimo. Alcuni viaggiatori raccontano che agli Indiani non veniva imposto un nome alla nascita, ma che dovevano guadagnarselo, e ad esso era strettamente legata la loro reputazione; e, in alcune tribù, conquistavano un nuovo nome ad ogni nuova impresa” (Henry David Thoreau). Con poche parole, @rem mi ha riportato al senso della scrittura. L’unico auspicio che posso fare, per i giorni e i mesi a seguire, è questo. Camminare.


Arcobaleno 2.0

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A indebolire la candidatura di Antonio Ingroia per le elezioni politiche non è tanto il fatto che il Partito Democratico abbia deciso di candidare Pietro Grasso, in una sorta di duello sulla giustizia. Il problema è che il suo ruolo in Rivoluzione Civile finisce per essere la negazione di un movimentismo nato dal basso, che avrebbe dovuto spazzar via i vizi autolesionisti della vecchia Sinistra. Arcobaleno 2.0. A stigmatizzare l’abuso elettorale del colore arancione ha pensato Giuliano Pisapia. Marco Revelli spiega invece come i vecchi cespugli abbiano coperto l’erba fresca. A queste condizioni, è difficile augurarsi che l’esperimento riesca.

E se poi l'Italia diventasse anche un posto migliore? / @muuffa

->E se poi l’Italia… (Torino, 2012)<-


E’ comunque un progresso

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Nonostante tutto, ho deciso di votare alle primarie del PD. Continuo a pensare che le sorti della prossima legislatura e la possibilità di far crescere il Paese ridistribuendone la ricchezza si giocheranno sui rapporti di forza fra il Partito Democratico e il cartello raccoltosi a destra attorno a Mario Monti. Queste primarie non sono che un esperimento, perché di molti dei candidati nulla o quasi sappiamo. E’ comunque un progresso. Voterò per Cesare Damiano e Anna Rossomando. Li ho scelti perché si sono impegnati per riformare il mercato del lavoro stabilizzando i precari e per reintrodurre il falso in bilancio.


Consegnavamo i pacchi

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Consegnavamo i pacchi. La vecchia Citroën di mio padre li nascondeva bene. La parcheggiava nella neve sulle strade della collina. I notai e gli avvocati non venivano alla porta. Ci mandavano sempre qualcuno. Io suonavo, appendevo lo sguardo in alto aspettando che qualcuno aprisse. Loro chinavano subito la testa, e vedevano prima il pacco di me. Quando i miei occhi incontravano i loro, io mi affrettavo a dirglielo: Buon Natale dal negozio Tal dei Tali. Una lapilla di commozione balzava giù dai loro occhi, poi si affrettavano a dimenticarla. Ritiravano il pacco e via, della mancia si ricordavano in pochi.


La gamba prude

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Una vecchia brancica sulle foglie. Io mi bevo il suo cane, e capitombolo oltre la siepe. Il cielo buca grigio un alone bleu. Le rotaie mi succhiano il sangue, colano sudore sul viso. Lei mi guarda, non osa confessarlo. Si spoglia dentro per mostrarsi fuori. Io le scale le salgo, ci consumo una pena antica. Un pedale mi offende a notte. E’ lo scherno sdrucito di un finto compagno di sbronze. La salita ricomincia fra salsiccie e luci al neon. Abbiamo perduto, la città l’hanno conquistata loro. Noi restiamo agonizzanti, e del vuoto cogliamo gli occhi gonfi. La gamba prude.


Il mio tradimento

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Lo spazio interiore e la città. Il mio tradimento. E’ una ricerca non conclusa. Perché si è otturato l’obiettivo? Ricordo mattine di primavera in cui gli occhi si frantumavano di scaglie bianche. Bisogna cercare la carezza del vento, il sudore che si asciuga lungo la schiena. L’odore selvaggio dell’asfalto e il vomito verde delle erbe non tagliate. Ho bisogno di rimettere il corpo sulla lunghezza di una catena di bicicletta. Le riflessioni più semplici si fanno per sottrazione. Se non capisco questo, cominciare non sarà servito a nulla. Copro lo schermo, perché la bellezza del suo sguardo non mi uccida.


Cosa è democratico?

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A stupire, nel caso Ichino, non è tanto il fatto che – se i fatti sono come appaiono – il senatore del Partito Democratico con una mano sostenesse la candidatura di Matteo Renzi alle primarie e con l’altra scrivesse il programma politico di un altro partito, la cosiddetta Agenda Monti. Piuttosto, stupisce il fatto che in Italia non si sia mosso un passo dalla conventio ad excludendum democrastiana e dall’accezione berlusconiana di comunismo: è sufficiente sostenere le posizioni liberali degli economisti keyenesiani Paul Krugman e Joseph Stiglitz, come fa Stefano Fassina, per essere considerati un detrito della storia. Cosa è democratico?