Archive for October, 2012

Si paga in conflitto

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I tagli all’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario hanno fatto di molti studenti poveri dei veri senza tetto. La diseguaglianza con cui la crisi morde si manifesta barbaramente, perché nega l’accademia ai meno abbienti, uccide la speranza. Intendiamoci, in presenza di illegalità gli sgombri vanno fatti: uno Stato parallelo non può esistere. Però colpisce la violenza delle forze dell’ordine. E stupisce la mancanza di alternative. Le fasce di reddito vanno rimodulate, i figli dei ricchi devono pagare una casa ai figli dei poveri. Ora gli studenti occuperanno l’Università: rifiutarsi di ascoltare ha un prezzo. Si paga in conflitto.

->Torino, 30 ottobre 2012 (You Reporter)<-


Un dittatore in pectore

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Alle prossime elezioni, il M5S candiderà solo chi già aveva creato una lista, a condizione che non sia stato eletto. Insomma, Beppe Grillo in Parlamento ci porterà gli scarti delle elezioni amministrative precedenti: né la società civile, né possibili rivali interni. Gli eletti dovranno tenere un piede fuori dal Parlamento, violando l’articolo 67 della Costituzione. Fuori c’è il movimento, che potrà legiferare: ma il movimento coincide con il suo capo politico. Il movimento è Grillo. Sbaglierà, ma nessuno potrà correggerlo: perché non bisogna martellarlo, bisogna “dargli una mano”. Urla, ma non sa come governare il Paese. Un dittatore in pectore.

->Beppe Grillo – Comunicato Politico 53<-


La fine del gatto

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Il vecchio leone non morde più, il boccone gli scappa di bocca. Ora non deve più difendersi da un rivale consumato che cerca di insidiarlo. E’ l’intero branco a volerlo mettere in un canto. Lui non si persuade: annuncia il ritiro, poi ci ripensa. Probabilmente credeva di aver negoziato un salvacondotto definitivo, ma questa volta i conti deve averli fatti male. Si dimena ferito, illudendosi di tornare al suo posto. Sa che il tempo è contato, puole solo far male. Presto la sua corte dei miracoli si sposterà sotto un’altra tenda. E lui rischia tragicamente di farla. La fine del gatto.

->Defiant Berlusconi Fires Warning (BBC News)<-


Marcia su Roma

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Marcia su Roma (e dintorni). Il 28 ottobre 1922 l’Italia è in stato d’assedio. L’esercito controlla ogni punto strategico. A Milano, Mussolini è in arresto. Le colonne fasciste albergano lontane dalla capitale, senz’armi né viveri. Eppure il Parlamento è debole, alla guida del Governo c’è una banderuola. Il primo ministro va dal re. Vittorio Emanuele III si rifiuta di controfirmare lo stato d’assedio. Luigi Facta si dimette. Benito sale su un treno e diventa il Duce. Gli Italiani ormai l’hanno rimossa, sono pronti a ricascarci dentro. Emilio Lussu non l’avrebbe voluto: perciò credo che sia utile rileggerla, anche sul web*.

Nitti, Rosselli e Lussu in fuga da Lipari

->Nitti, Rosselli e Lussu in fuga da Lipari (27 luglio 1929)<-

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*Alcuni giorni fa su Giap Wu Ming 1 spiegava che “di Marcia su Roma e dintorni andrebbero fatti reading in giro per l’Italia”. Nelle stesse ore, l’ANPI sottolineava che “c’è un crescendo [di neofascismo], che bisogna assolutamente fermare, perché indegno di un paese democratico e antifascista”. Rileggendo Emilio Lussu su Twitter e su Pinterest, seguirò oggi la strada aperta mesi fa da @EinaudiEditore con #PrimoLevi25 e proverò a svolgere un mio esercizio, piccolo e modesto, di memoria civile (leggi lo Storify della giornata).

[Se vuoi condividere le tue sensazioni di lettura, dopo aver cliccato sul titolo del post "Marcia su Roma", scorri in fondo alla pagina: la form per scrivere commenti è in basso, accanto alla tag cloud.]

 

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Quattro ruote in meno

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Quattro ruote in meno. Ho venduto l’auto, merito di Beppe Piras: da una battuta su Twitter, un annetto fa, era nata una scommessa. E’ possibile ridurre al minimo gli spostamenti su un tubo di scappamento, se si vive nella periferia? Ho dovuto vincere una resistenza mentale. L’auto di proprietà è un simbolo di benessere post-bellico. Oggi pedalo per una quindicina di chilometri al giorno. E sulle distanze lunghe uso i mezzi pubblici: la rivoluzione mobile ha fatto lievitare il costo della guida. Senza volante, io navigo. Ho ricominciato a credere in un futuro migliore. E mi sento, sono: più felice.

->In memoria di Gianmatteo Gerlando – #Salvaiciclisti (2012)<-


1992, 1994

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Non riesco ad emozionarmi, per l’uscita di scena di Silvio Berlusconi. Il sistema di potere che ha costruito è ancora in piedi, pronto a ricongiungersi sotto nuove spoglie perché nulla cambi. L’impianto di distrazione di massa delle televisioni continua a lavare il cervello di una minoranza di blocco impoverita e invecchiata: un terzo degli italiani. Incapaci di discernere, blanditi da un sogno di cartapesta. Cercano un erede. Non del caudillo che abbandona dovremmo preoccuparci, ma della psicologia compromessa di un popolo. Sarò felice quando sarò riuscito a leggere, a capire le ragioni e i fatti di un biennio. 1992, 1994.

->Videocracy – Basta apparire (Erik Gandini, 2009)<-


Il futuro non è finito

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“Sia chi prende le decisioni che chi le avversa, in realtà, le periferie non le conosce.” Condivido pienamente l’analisi che – intervistato su Linkiesta da Paolo Stefanini –  Luca Davico fa di Torino. Nero su bianco, i dati dimostrano ciò che molti torinesi ormai si confidano tra loro delusi, senza riuscire a trovarne mai riscontro sulla stampa. La FIAT è un macigno, lo sport e la cultura non rimpiazzeranno la metalmeccanica, la speculazione edilizia ha violentato le spine e prodotto una bolla che prima o poi scoppierà. Il futuro non è finito. Ma bisognerà ricostruirlo sulle macerie esangui della politica.

->Rino Gaetano – Fabbricando case (1978)<-