Archive for September, 2012

La notte spara

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La notte spara. Ha freddato un uomo nei pressi dei Docks Dora, a Barriera di Milano. Negli ultimi venti anni, Torino ha fatto tutto ciò che poteva per disegnare la scena del delitto. Le fabbriche abbandonate sono state riempite con parallelepipedi di cemento grandi quanto interi isolati, le vecchie case circostanti hanno colmato un fatiscente abbandono con masse di diseredati extracomunitari ricattati dai subaffitti illegali. Il dialogo fra gli uni e gli altri è il traffico di droga lungo la ferita di una strada riempita di centri commerciali. La speculazione edilizia completerà l’opera con la Variante 200. Colpi di pistola.

Boulevard of Broken Dolls

->Giampaolo Squarcina – Boulevard of Broken Dolls (2007)<-


Il contenuto è commodity

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Il contenuto è commodity. Se la rete è aperta, gli utenti non pagano ciò che possono avere gratis. In questo senso, credo che anche i paywall avranno vita breve. Vince il paradosso. L’istinto narcisista che muove i social media finisce per imporre ai giornalisti la scrittura collaborativa. L’onda della disintermediazione non si fermerà. In ogni crisi strutturale, si comincia dal taglio dei costi per sboccare in un cambio di paradigma. Quale strategia per sopravvivere? Pubblicare in copyleft, generando e offrendo reddito da attività collaterali. E se gli editori non abbatteranno le rendite di posizione dentro le redazioni, resteranno al palo.

->SMW Torino – Social Media Editor (2012)<-


L’imperativo è sperimentare

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Il software umano esiste. Dissolve ogni battaglia di retroguardia. Costringe i superbi a scendere nell’umiltà dei commenti. Impone lo scrivere breve, perché l’argomentazione è tornata ad essere dialogo e oralità. E’ il web, bellezza: chi non si adegua muore. A capirlo per primi sono stati coloro che si sono sporcati le mani sotto gli schermi. A non averlo compreso, invece, paiono coloro che ora dovrebbero osare. Gli editori sfuggono al proprio destino: costruire nuovi spazi di intermediazione. Che si tratti di sistemi proprietari o di piattaforme aperte in HTML5, a mancare ancora è un modello di business. L’imperativo è sperimentare.

->gallizio – Il libro? – @DA (2012)<-


La distopia è realtà

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Se per Derrick De Kerckhove Twitter è il principale vettore di connessione di un paradigma che lo lega al cloud computing e all’Internet delle cose, perdervi tempo non è poi così vano. Lo spazio libero è finito e ci apprestiamo davvero a diventare i terminali di carne di un tessuto elettronico autocosciente, privo di soluzioni di continuità? Il dubbio, allora, è un altro. Qui non si tratta di valutare opzioni distopiche: se le porte di accesso a questo ambiente sono soltanto quattro – Microsoft, Apple, Google e Amazon – ci siamo già, siamo sudditi inermi dell’impero. La distopia è realtà.

->The Internet of Things – Digital Agenda EU (2012)<-


Il tempo vale troppo

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Se Internet e i social network offrono oggi le opportunità che negli anni ‘50 e ‘60 erano offerte dall’automobile, non è difficile comprendere come a guidare siano ormai soprattutto i vecchi. Ammesso che persino gli Stati Uniti abbiano raggiunto il cosiddetto peak car, prende consistenza l’idea che sempre più cercheremo di abitare nel centro delle città anziché in periferie e sobborghi. Ciò detto, si può anche provare a sopravvivere costruendo auto per i paesi emergenti, ma il cuore dell’innovazione sta nel progettare forme diverse di trasporto pubblico, soluzioni per il car sharing e auto senza pilota. Il tempo vale troppo.

->Google Self-Driving Car (2012)<-


Se lo riprendano

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Avranno un bel daffare, al Ministero delle Comunicazioni iraniano, per tappare le maglie di Internet: rinunciare a Google e a Gmail è folle quanto privarsi del motore a scoppio ai primi del Novecento. Eppure, il ragionamento sottostante va compreso. Israele e gli USA si appresterebbero ad attaccare l’Iran, mentre i cinesi sono pronti a farsi fornitori di soluzioni alternative: se l’Intranet nazionale iraniana verrebbe realizzata da Huawei, perché Baidu non potrebbe sostituire Google? I router si possono controllare come i cambi delle valute. La speranza è che nessuno attacchi militarmente l’Iran, e che i giovani ci riescano. Se lo riprendano.

->Azar Nafisi (2012)<-


La demotorizzazione

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A leggere il resoconto dell’incontro di sabato fra FIAT e Governo, l’impressione che è i due attori si siano accordati per un anno di silenzio, escludendo dal gioco la controparte sindacale. Nel 2013, mentre continuerà l’emorragia produttiva dagli impianti italiani ed europei, l’Italia si darà un nuovo governo: non è possibile non considerare che fra chi ambisce ad entrarvi, su posizioni molto vicine a quelle di Mario Monti, è la fondazione Italia Futura. Nel frattempo, l’Italia si prepara senza investire nel trasporto pubblico: si sarà perso un altro anno non affrontando a viso aperto un processo conclamato. La demotorizzazione.